(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - "Ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Istruzione e del Merito per chiedere chiarimenti immediati sul grave ritardo nell'adozione del decreto di riparto relativo al Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni per l'annualità 2026". Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli. "Parliamo di risorse fondamentali per garantire il funzionamento dei servizi educativi per l'infanzia, sostenere gli asili nido, le scuole dell'infanzia e consentire a Regioni e Comuni di programmare interventi indispensabili per migliaia di famiglie. Ad oggi, però, il decreto ministeriale necessario per avviare la programmazione regionale e l'erogazione dei fondi non risulta ancora adottato né pubblicato. Il Governo continua a parlare di centralità della famiglia e di sostegno alla natalità, ma nei fatti lascia enti locali e amministrazioni territoriali nell'incertezza più totale. Questo ritardo sta già producendo effetti concreti: impossibilità di programmare i servizi, difficoltà finanziarie per i Comuni e rischio di rallentamenti o riduzioni dell'offerta educativa destinata ai bambini nella fascia 0-6 anni. Nell'interrogazione chiediamo al Ministro quali siano le ragioni del ritardo, quali tempi siano previsti per l'adozione del decreto e quali misure urgenti intenda assumere per evitare blocchi nell'erogazione delle risorse. Chiediamo inoltre se il Governo non ritenga necessario predisporre misure transitorie straordinarie per garantire continuità ai servizi educativi nelle more dell'approvazione del provvedimento. Particolarmente critica è la situazione per molte realtà territoriali, tra cui l'Umbria, dove l'ultima annualità pienamente operativa resta quella del 2025. Senza il decreto 2026, l'intera filiera amministrativa rischia di fermarsi. Non si può scaricare sui territori il peso dei ritardi ministeriali. I servizi educativi per l'infanzia rappresentano un presidio sociale ed educativo essenziale e non possono essere trattati con superficialità o lasciati ostaggio dell'inerzia burocratica del Governo. Serve un intervento immediato per sbloccare i fondi e dare certezze a famiglie, lavoratori del settore ed enti locali".
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