(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - Le periodiche minacce del Presidente Donald Trump di intensificare l’azione militare contro l’Iran nascondono una realtà diplomatica ed economica molto più fragile di quanto Washington voglia ammettere. Secondo Haider Arab, analista politico iracheno citato dall’agenzia IRNA, la retorica bellicista della Casa Bianca è un “disperato tentativo” di mascherare i ripetuti fallimenti strategici e risollevare il morale di un’amministrazione in profondo tumulto.
L’economia di guerra morde gli USA A smentire la narrazione di una vittoria imminente sono i numeri del mercato interno americano. Dall’inizio del conflitto, lo scorso 28 febbraio, il prezzo della benzina negli Stati Uniti è letteralmente esploso, registrando un aumento superiore al 50%. Secondo i dati dell’American Automobile Association (AAA), il carburante ha sfiorato i 4,52 dollari al gallone.
Il fattore Hormuz e la “messa in scena” Mentre Trump propone soluzioni temporanee come la sospensione della tassa sulla benzina — mossa interpretata dai critici come un palliativo elettorale — la tensione nello Stretto di Hormuz continua a mantenere i prezzi energetici su livelli insostenibili per l’economia globale. L’analisi irachena definisce le uscite di Trump come una “messa in scena mediatica”, sottolineando come il Presidente sia “fortemente limitato” dai problemi interni derivanti proprio dalle ripercussioni della guerra.
In questo scenario, il summit di Pechino appare sempre più come la ricerca di una “falsa vittoria” per contenere una crisi che, dal campo di battaglia, si è spostata direttamente nelle tasche dei cittadini americani.
https://en.irna.ir/news/86153213/Iraqi-analyst-Trump-after-a-hollow-victory-and-pushing-empty
