(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - Lo Stretto di Hormuz al centro della strategia di Teheran per uscire dall’impasse diplomatica e bellica. Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha confermato che l’Iran, in qualità di Stato rivierasco, è attivamente impegnato nella stesura di nuovi regolamenti e accordi esecutivi per disciplinare il passaggio nella via navigabile più strategica del mondo.
Il vertice con la Norvegia
L’annuncio è arrivato durante un incontro a Teheran con il viceministro degli Esteri norvegese, Andreas Motzfeldt Kravik. Al centro dei colloqui, oltre alle relazioni bilaterali, le pesanti conseguenze economiche della guerra di aggressione condotta dalla coalizione israelo-americana e lo stallo del processo negoziale di Islamabad.
Il nodo del blocco navale
Araqchi ha puntato il dito contro Washington, identificando nella “mancanza di buona volontà” e nella “retorica provocatoria” gli ostacoli principali alla fine delle ostilità. Secondo il capo della diplomazia iraniana:
- L’origine della crisi: L’instabilità dello Stretto di Hormuz è la diretta conseguenza dell’aggressione militare iniziata il 28 febbraio e del continuo blocco navale ai danni dei porti iraniani.
- Sicurezza marittima: L’Iran intende formulare regole che facilitino il passaggio sicuro, ma rivendica il proprio ruolo di garante in conformità con il diritto internazionale.
- Violazioni del cessate il fuoco: Teheran accusa gli Stati Uniti di ripetute violazioni degli accordi mediati dal Pakistan.
Il ruolo di Oslo
Dal canto suo, il diplomatico norvegese Kravik ha riferito l’esito dei suoi recenti colloqui in Pakistan e Oman, sottolineando l’urgenza di una pace duratura. La Norvegia si è detta pronta a offrire consulenza tecnica in materia di sicurezza marittima e tutela ambientale, cercando di agire come facilitatore diplomatico in un momento di estrema tensione.
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