(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - Un aeroporto temporaneo di 1,6 chilometri nel cuore del deserto iracheno, tra Najaf e Karbala, usato come hub logistico per colpire l’Iran. Quella che sembrava una teoria del complotto sta scuotendo le fondamenta del governo di Baghdad, dopo le rivelazioni del Wall Street Journal e le immagini satellitari rilanciate dai media israeliani.
Lo “scandalo di sicurezza”
Diversi parlamentari iracheni, guidati dalle fazioni del Coordinamento Quadro e dal blocco Badr, hanno chiesto un’inchiesta immediata. “È uno scandalo pericolosissimo”, ha tuonato il deputato Abu Turab al-Tamimi, accusando Washington e Tel Aviv di usare il suolo iracheno come rampa di lancio per operazioni ostili, violando ogni trattato di sovranità.
Il giallo del “pastore” e i raid di marzo
Secondo i rapporti, la base sarebbe stata quasi scoperta ai primi di marzo. Un pastore locale avrebbe avvistato movimenti insoliti di elicotteri; quando l’esercito iracheno inviò pattuglie per indagare, queste furono respinte da misteriosi attacchi aerei. Oggi quel tassello mancante sembra avere un nome: difesa della pista segreta israeliana.
La smentita del Governo
Mentre le foto satellitari di una pista di 1,6 km costruita su un lago prosciugato circolano sui social, il Generale Saad Maan, capo della Security Media Cell irachena, ha smentito ufficialmente la notizia, definendola “priva di fondamento”. Una posizione che però non convince i lawmaker di Baghdad, decisi a formare commissioni d’inchiesta per accertare come sia stato possibile che forze straniere siano entrate così in profondità nel territorio nazionale senza che i radar (gestiti dagli USA) segnalassero nulla.
https://en.irna.ir/news/86151277/Iraqi-lawmakers-demand-probe-into-alleged-existence-of-secret
