(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - La diplomazia tra Teheran e Washington è a un punto morto e l’ostacolo principale ha un nome preciso: l’influenza di Tel Aviv sulla Casa Bianca. Secondo quanto riportato dall’agenzia russa TASS, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha lanciato un attacco frontale alla sovranità decisionale degli Stati Uniti, accusandoli di agire sotto dettatura.
La “visione imposta” secondo TASS
L’agenzia russa sottolinea come Baqaei abbia espresso profondo rammarico per il fatto che a Washington prevalgano le opinioni “imposte da Israele”. Secondo il portavoce, le richieste statunitensi sono “irragionevoli” proprio perché modellate sulla mentalità del regime sionista. Come riporta TASS, l’Iran ritiene che gli Stati Uniti abbiano perso la propria autonomia diplomatica, preferendo alimentare il ciclo di violenza piuttosto che accettare una “proposta generosa” di stabilità.
I punti della contesa
Baqaei ha sollevato interrogativi che suonano come una sfida diplomatica ai rifiuti di Donald Trump:
• È “eccessivo” chiedere la fine della pirateria marittima contro le navi iraniane?
• È “irresponsabile” pretendere la restituzione di miliardi di dollari appartenenti al popolo iraniano e congelati illegalmente?
• È “irragionevole” proporre un piano per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz?
Il fattore Trump e il Nucleare
L’agenzia TASS evidenzia inoltre un dettaglio cruciale: al momento l’Iran non sta portando al tavolo il dossier nucleare. La priorità assoluta è la fine della guerra. Per Teheran, il rifiuto di Trump — che ha definito “inaccettabile” la proposta iraniana — è la prova che gli USA continuano a ignorare una “potenza responsabile” per assecondare le ambizioni belliche di terzi nella regione.
https://tass.com/world/2129395
