(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante un incontro con il comando e gli alti ufficiali delle Forze di Polizia della Repubblica Islamica (FARAJA), ha delineato le opzioni strategiche dell’Iran per il post-conflitto. Secondo il Presidente, la scelta razionale basata sull’interesse nazionale è quella di consolidare i successi ottenuti sul campo di battaglia attraverso l’azione diplomatica, assicurando i diritti dell’Iran da una posizione di forza e dignità.
Le tre vie per il futuro:
Analizzando l’attuale scenario dopo il briefing sulle operazioni belliche di FARAJA, Pezeshkian ha prospettato tre percorsi distinti:
1. Avviare negoziati con dignità e forza per rivendicare i diritti iraniani;
2. Rimanere in uno stato di “né guerra né pace”;
3. Proseguire sulla via del conflitto e del confronto aperto.
“La preferenza logica è che la vittoria assicurata dalle Forze Armate sul campo venga completata nell’arena diplomatica”, ha dichiarato il Presidente, sottolineando che i diritti del popolo iraniano devono essere stabiliti con autorità.
Diplomazia senza fiducia:
Richiamando gli insegnamenti dell’Imam Ali nel Nahj al-Balaghah, Pezeshkian ha chiarito che l’apertura al dialogo non è una concessione: “Se il nemico invoca la pace, non bisogna rifiutarla, ma non bisogna mai diventare compiacenti o fiduciosi verso di lui una volta stabilito l’accordo”.
Il Presidente ha ribadito che la Repubblica Islamica considera i negoziati possibili solo sulla base di “dignità, saggezza ed espediente”, mantenendo ferma la diffidenza verso la controparte. “Qualora si raggiungesse un accordo in linea con le direttive della Guida Suprema e gli interessi del popolo, l’Iran onorerà i propri impegni”, ha concluso.
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