(AGENPARL) - Roma, 9 Maggio 2026 - Dopo le dichiarazioni rilasciate a Roma dall’Ambasciatore Sabouri, anche la sede diplomatica di Erevan conferma la linea di fermezza di Teheran. Khalil Shirgholami, Ambasciatore straordinario in Armenia, ha ribadito in un’intervista televisiva che l’Iran non accetterà mai “richieste massime” imposte con la forza o con le minacce.
Il fallimento della pressione militare
Shirgholami ha sottolineato che l’aggressione militare subita il 28 febbraio — seguita all’assassinio dell’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei — ha dimostrato l’inefficacia della strategia statunitense. “L’Iran non può essere costretto alla resa”, ha dichiarato l’Ambasciatore, aggiungendo che la risposta delle forze armate iraniane ha inflitto danni significativi alle risorse militari avversarie, smentendo le aspettative di una vittoria rapida.
Cessate il fuoco e blocco navale
L’Ambasciatore ha poi puntato il dito contro la violazione della tregua mediata dal Pakistan lo scorso 8 aprile. Nonostante l’accordo, il blocco dei porti iraniani imposto da Donald Trump è visto da Teheran come una palese violazione dei patti. Di conseguenza, l’Iran manterrà le restrizioni nello Stretto di Hormuz, nodo vitale per il 20% delle forniture energetiche mondiali, finché non prevarrà un approccio “razionale e logico”.
Diritto al nucleare pacifico
Infine, Shirgholami ha ribadito che Teheran non permetterà che al popolo iraniano venga sottratto il diritto all’uso pacifico delle capacità nucleari, rigettando ogni “interpretazione selettiva” del diritto internazionale.
