(AGENPARL) - Roma, 8 Maggio 2026 - Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato con fermezza il recente attacco delle forze israeliane contro il quartiere Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, il portavoce del dicastero, Esmaeil Baqaei, ha denunciato l’uso di armi proibite, tra cui bombe al fosforo bianco, definendo l’azione una flagrante violazione delle norme internazionali e della tregua faticosamente raggiunta ad aprile.
Il raid su Beirut si inserisce in una notte di altissima tensione che ha visto anche lo Stretto di Hormuz trasformarsi in campo di battaglia, con scambi di fuoco tra la marina iraniana e cacciatorpediniere statunitensi.
Teheran punta il dito contro i partner occidentali di Israele – citando esplicitamente Stati Uniti, Germania e Regno Unito – accusandoli di complicità nei crimini di guerra. “Il silenzio della comunità internazionale dinanzi a queste atrocità è un via libera all’aggressione”, ha dichiarato Baqaei. La situazione regionale rimane estremamente critica, con il rischio concreto di un collasso definitivo del memorandum di pace.