(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - Gli Stati Uniti ridisegnano la propria mappa diplomatica in Asia meridionale. Il Dipartimento di Stato ha annunciato la chiusura graduale del consolato di Peshawar, le cui operazioni saranno trasferite all’ambasciata di Islamabad. La decisione segna un cambiamento epocale nella presenza americana lungo il delicato confine con l’Afghanistan.
Una ritirata strategica
Il consolato di Peshawar non era una sede qualunque: per anni è stato la missione diplomatica statunitense più vicina al territorio afghano, fungendo da centro nevralgico durante i periodi di massima attività militare e di intelligence nella regione. La sua chiusura definitiva, la prima di questo genere sotto l’attuale piano di riorganizzazione dell’amministrazione Trump, risponde a una duplice esigenza:
• Tagli al budget: La riduzione drastica del personale diplomatico e dei fondi federali.
• Nuove priorità: Il progressivo disimpegno dall’area afghana e la necessità di centralizzare le operazioni per motivi di sicurezza e costi.
Washington si allontana dalla frontiera
Nonostante il Dipartimento di Stato assicuri che il lavoro diplomatico con la provincia del Khyber Pakhtunkhwa continuerà, la mossa è letta dagli analisti come un chiaro segnale di disimpegno fisico dalle zone di confine. La decisione, in discussione da oltre un anno, non sarebbe direttamente collegata alle tensioni attuali con l’Iran, ma riflette una visione di politica estera che privilegia il ridimensionamento delle strutture all’estero ritenute non più essenziali.
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