(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - Il progetto di insediamento israeliano denominato “E1” è arrivato al punto di rottura. Oltre 400 tra ex ministri, ambasciatori e funzionari europei — inclusi Josep Borrell e Guy Verhofstadt — hanno rotto il silenzio con una lettera aperta indirizzata ai vertici dell’Unione Europea: fermare l’annessione illegale della Cisgiordania o accettare la fine definitiva di ogni speranza di pace.
I numeri dell’occupazione silenziosa
Il governo israeliano sta correndo per ridisegnare la mappa del territorio palestinese prima che la diplomazia possa reagire:
• 3.400 nuove unità abitative: Un piano di espansione su 12 chilometri quadrati a est di Gerusalemme che spaccherà in due la Cisgiordania.
• Scadenza 1° giugno: Entro questa data sono previsti i bandi di gara dettagliati per lo sviluppo dell’area.
• Record di insediamenti: Solo nel 2025 sono stati approvati 54 nuovi insediamenti, una cifra mai raggiunta prima.
La linea dura dell’Europa
I firmatari della lettera non chiedono più solo “preoccupazione”, ma azioni concrete da discutere nel Consiglio Affari Esteri dell’11 maggio:
• Sanzioni mirate: Divieto di visto per chiunque sia coinvolto nelle attività di insediamento.
• Blocco degli affari: Impedire a persone e aziende che sostengono il piano “E1” di operare nel mercato dell’Unione Europea.
L’obiettivo finale
Il progetto “E1” non è solo edilizia, è strategia militare e politica. Costruire in quella zona significa isolare Gerusalemme Est e cancellare la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese. La denuncia dei 400 leader mette l’UE di fronte a una scelta: agire subito o restare a guardare mentre il progetto iniziato nel 2025 giunge al suo compimento finale.
https://english.wafa.ps/Pages/Details/170192
