(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - Negli ultimi due mesi gli Stati Uniti hanno consolidato la posizione di principale esportatore mondiale di greggio, superando l’Arabia Saudita. Secondo i dati Bloomberg, nelle ultime nove settimane gli USA hanno esportato oltre 250 milioni di barili.
L’impennata dell’export americano è direttamente correlata alle criticità di navigazione nello Stretto di Hormuz, rotta vitale per le forniture mediorientali. Tuttavia, gli esperti avvertono che il sistema è vicino alla saturazione: sebbene il limite nominale sia di 10 milioni di barili al giorno, i trader indicano un tetto reale di circa 6-7 milioni, oltre il quale le infrastrutture del Golfo del Messico non permetterebbero forniture stabili.
A fronte del boom verso l’estero, le riserve interne statunitensi hanno subito una contrazione di 52 milioni di barili in quattro settimane, alimentando l’aumento dei prezzi del carburante nel mercato domestico. Nonostante i prezzi elevati, la produzione USA rimane quasi al limite della capacità, avendo registrato un calo di circa 100.000 barili al giorno dall’inizio delle operazioni in Iran. Le aziende del settore mantengono un atteggiamento cauto sull’aumento della produzione a causa dell’incertezza sull’evoluzione futura del mercato.
https://tass.com/economy/2126645
