(AGENPARL) - Roma, 4 Maggio 2026 - Lunedì di incertezza per i mercati finanziari globali. Wall Street oscilla sulla scia dei nuovi dati relativi alle aspettative di inflazione e alla pressione esercitata dai prezzi del greggio, condizionati dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
L’indice S&P 500 rimane sostanzialmente invariato, mentre il Nasdaq segna un lieve calo dello 0,2%. A pesare sugli investitori è il timore che una “inflazione appiccicosa” possa spingere la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo del previsto. Le ultime rilevazioni della Federal Reserve di New York indicano infatti un aumento delle aspettative sui prezzi nel breve termine, un segnale che complica i piani di allentamento monetario.
Petrolio e Geopolitica: il fattore Hormuz
Il prezzo del petrolio continua a essere l’osservato speciale. Il greggio statunitense è salito dello 0,5%, attestandosi intorno ai 78,50 dollari al barile. Gli analisti guardano con estrema preoccupazione alle recenti frizioni nello Stretto di Hormuz e alle manovre militari iraniane, che minacciano di interrompere una delle rotte energetiche più vitali del pianeta. Un ulteriore rialzo del costo dell’energia potrebbe alimentare nuovamente l’inflazione, vanificando i segnali di raffreddamento visti nei mesi scorsi.
In controtendenza: il settore tecnologico
Nonostante il clima di cautela, alcuni titoli mostrano una resilienza sorprendente. Nvidia continua la sua corsa con un rialzo dell’1%, mentre Apple guadagna lo 0,7% dopo l’annuncio di un massiccio piano di riacquisto di azioni proprie. Resta invece in forte calo Tyson Foods, che perde il 7,3% a causa di previsioni di vendita deludenti per l’anno in corso.
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