(AGENPARL) - Roma, 3 Maggio 2026 - PIANO CASA, ALMICI (FDI): ATTACCO DELLE GRANDI CITTÀ ROSSE, IPOCRISIA CHE DIVENTA UNA MEDAGLIA
"Fa sorridere leggere oggi le perplessità dell'Alleanza Municipalista per il Diritto alla Casa, la rete degli assessori alle politiche abitative delle principali città italiane, in larga parte guidate o amministrate dal centrosinistra. Parliamo di realtà che conosciamo bene per le criticità che da anni registrano sul fronte abitativo: da Bologna a Milano, da Roma a Torino, fino a Napoli e Genova. Città in cui le emergenze sono evidenti, le graduatorie restano interminabili e il patrimonio pubblico troppo spesso non è stato valorizzato o adeguatamente gestito. Oggi che il Governo interviene con un Piano concreto, con risorse importanti e obiettivi chiari – oltre 10 miliardi di euro per arrivare a 100.000 alloggi – improvvisamente emergono dubbi, condizioni e richieste. La verità è che, per anni, proprio in queste città il tema della casa non è stato affrontato con la necessaria determinazione". Lo ha detto il deputato di Fratelli d'Italia Cristina Almici.
"Si è preferito rinviare e, in molti casi, tollerare situazioni che hanno prodotto evidenti ingiustizie, come nel caso delle occupazioni abusive. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: chi occupa resta, chi è in graduatoria, rispettando le regole, continua ad aspettare. Proprio per superare questa distorsione il Governo Meloni ha deciso di intervenire con un Piano Casa strutturale, che punta a recuperare migliaia di alloggi pubblici oggi inutilizzabili, ad aumentare l'offerta a prezzi accessibili e a coinvolgere investimenti privati con regole chiare, rafforzando al contempo le procedure per il rilascio degli immobili e restituendo legalità a un sistema che per troppo tempo ne è stato privo. Quella dell'Alleanza – sostiene Almici – appare quindi come una presa di posizione fortemente politicizzata, che nei fatti si traduce in un attacco al Governo proveniente dalle cosiddette 'grandi città rosse'. Un attacco che, per tempistica e contenuti, risulta talmente poco credibile da trasformarsi quasi in una conferma della bontà del lavoro intrapreso. Dire oggi che non devono essere i Comuni a sostenere il peso delle scelte è una posizione tardiva e poco credibile. Per anni il costo dell'inefficienza lo hanno già pagato i cittadini, soprattutto quelli più fragili. La verità è che si passa da un modello che chiudeva un occhio a uno Stato che torna a fare lo Stato. La casa – conclude – è un diritto per chi ne ha titolo, non per chi aggira le regole".

