(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - AI, M5S: GOVERNO FERMO, SERVE STRATEGIA PUBBLICA SU DATI, COMPETENZE E CONTRATTAZIONE
Roma, 28 apr. – "Il CNEL conferma un punto decisivo: l'intelligenza artificiale può aumentare produttività e competitività, ma senza investimenti veri rischia di ampliare le disuguaglianze e di lasciare l'Italia dipendente da tecnologie, piattaforme e infrastrutture controllate altrove. Il Governo continua a parlare di innovazione, ma non sta costruendo una politica industriale pubblica sull'AI. Servono dati, infrastrutture, competenze e una regia nazionale, non annunci generici". Così Antonino Iaria e Valentina Barzotti, deputati del Movimento 5 Stelle, dopo l'audizione del professor Brunetta sul DFP. "Il rischio è chiaro. Le grandi imprese avanzano, le PMI restano indietro, i lavoratori subiscono l'automazione senza strumenti di tutela e lo Stato si limita a inseguire il mercato. È una scelta politica sbagliata. L'intelligenza artificiale deve entrare nei processi produttivi con investimenti pubblici, formazione permanente e contrattazione collettiva. I lavoratori devono sapere quando un algoritmo valuta, organizza, seleziona o condiziona il loro lavoro. Se l'Italia non investe in infrastrutture digitali pubbliche, Open Source, capacità di calcolo, cloud, dati e competenze diffuse, consegnerà pezzi strategici della propria economia a soggetti privati e spesso esteri. La produttività non si aumenta scaricando il costo del cambiamento sui lavoratori. Si aumenta con una politica pubblica che accompagni imprese e occupazione. Il Governo deve smettere di trattare l'AI come uno slogan. È una grande infrastruttura del futuro. E come tutte le infrastrutture decisive deve avere una guida pubblica, regole chiare e un obiettivo sociale: aumentare la qualità del lavoro, non precarizzarlo ancora di più".