(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il principale campo di battaglia nel confronto con gli Stati Uniti è rappresentato dalla “guerra finanziaria”. Secondo Ghalibaf, la resistenza economica è l’elemento chiave per indebolire l’influenza americana a livello globale.
In un messaggio diffuso nelle prime ore di sabato, il portavoce del Parlamento ha commentato le recenti manovre del Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, riguardanti l’attivazione di accordi di currency-swap. Tali misure, secondo funzionari USA, mirano a prevenire la liquidazione irregolare di asset americani.
“I ‘swap’ vengono concessi per impedire la vendita disordinata di asset statunitensi”, ha scritto Ghalibaf, aggiungendo che alcuni detentori istituzionali di obbligazioni USA potrebbero trovarsi di fronte a restrizioni nella vendita dei propri titoli. Ghalibaf ha inoltre lanciato un avvertimento agli investitori, suggerendo che, in caso di escalation, la possibilità di liquidare tali asset potrebbe essere ulteriormente limitata.
La tensione finanziaria segue gli eventi bellici iniziati il 28 febbraio e la successiva chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, misura che ha avuto pesanti ripercussioni sulla stabilità economica globale e degli Stati Uniti in particolare.
Mentre fervono i preparativi per il 27 aprile, arriva il veto di Ginevra: l’ambasciatore Ali Bahreini ha dichiarato alla BBC che senza la fine del blocco navale USA, ogni negoziato è nullo. Una posizione che irrigidisce ulteriormente il clima già teso dopo le minacce finanziarie lanciate da Ghalibaf
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