(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Israele punta tutto sulla pressione interna al Libano per ottenere ciò che militarmente appare quasi impossibile: il disarmo di Hezbollah. Secondo analisi provenienti da fonti sul campo, la strategia di Tel Aviv sarebbe quella di una situazione “win-win”, sostenuta dagli Stati Uniti, che permetterebbe all’IDF di mantenere libertà d’azione sul territorio libanese senza l’obbligo di un ritiro immediato.
IL DILEMMA MILITARE
La valutazione dei vertici militari israeliani è pragmatica: disarmare Hezbollah con le sole proprie forze richiederebbe un’invasione totale del Libano, una ricerca casa per casa lunga anni e un costo in termini di vite umane e capitali che Israele non può permettersi. Da qui la scelta tattica: delegare il compito al governo libanese, pur sapendo che questa richiesta spinge il Paese dei Cedri verso il baratro di un nuovo conflitto civile.
TENSIONI DELIBERATE
La strategia israeliana punta a creare una tensione insostenibile tra le istituzioni di Beirut e le milizie sciite. Per Tel Aviv, uno scontro interno libanese o una paralisi dello Stato sono scenari preferibili a un confronto diretto e infinito lungo il confine nord. Con il sostegno di Washington, che non ha ancora imposto un cronoprogramma per il ritiro delle truppe israeliane, la pressione su Beirut è destinata ad aumentare, rischiando di far saltare definitivamente i già precari equilibri del Paese.
