(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - La nuova escalation di tensioni nello Stretto di Hormuz ha scosso violentemente i mercati energetici globali. Nonostante l’annuncio del Presidente USA Donald Trump sull’estensione indefinita del cessate il fuoco, l’attacco iraniano a tre navi cargo (tra cui la MSC Francesca e la Euphoria) ha provocato un’immediata fiammata dei prezzi.
Il greggio americano WTI è balzato del 6,4% a 87,88 dollari al barile, mentre il Brent ha sfiorato la soglia psicologica dei 100 dollari, attestandosi a 96,25 dollari (+6,5%). Gli analisti avvertono che il protrarsi del blocco navale e l’incertezza sui colloqui di pace in Pakistan rischiano di spingere i prezzi della benzina a livelli record, con ripercussioni dirette sull’inflazione globale e sui costi dei beni di prima necessità. La stabilità dei mercati resta appesa al filo della diplomazia, mentre il Pentagono continua a monitorare le rotte marittime strategiche.
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