(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - Nel pieno delle tensioni nello Stretto di Hormuz e dopo lo stallo dei colloqui USA-Iran, il Presidente cinese Xi Jinping ha presentato ufficialmente una proposta in quattro punti per promuovere la pace e la sicurezza in Medio Oriente. Il piano è stato illustrato durante l’incontro bilaterale a Pechino con lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi (EAU).
La proposta di Pechino si articola su pilastri che mirano a ridisegnare gli equilibri dell’area:
1. Coesistenza pacifica: Sostegno ai paesi del Golfo nel migliorare le relazioni reciproche per costruire un’architettura di sicurezza comune, cooperativa e sostenibile.
2. Sovranità nazionale: Rispetto assoluto per l’integrità territoriale dei paesi della regione, sottolineando che la sovranità è il fondamento su cui i paesi in via di sviluppo devono prosperare.
3. Diritto internazionale: Difesa del sistema internazionale incentrato sulle Nazioni Unite, per “impedire al mondo di tornare alla legge della giungla”.
4. Sviluppo e sicurezza: Un approccio bilanciato dove la sicurezza è il prerequisito per la crescita economica e lo sviluppo funge da garanzia per la stabilità.
DIALOGO E COOPERAZIONE CINA-EAU
Durante i colloqui, Xi ha ribadito la volontà di Pechino di rafforzare la partnership strategica globale con gli Emirati Arabi Uniti, citando settori chiave come l’aviazione civile, l’energia e le piattaforme multilaterali (ONU e BRICS). Il Principe Khaled ha risposto confermando l’impegno degli Emirati per il cessate il fuoco e la protezione della navigazione internazionale, pilastri essenziali per prevenire ulteriori impatti sull’economia globale.
IL CONTESTO: STALLO USA-IRAN
L’iniziativa diplomatica cinese giunge in un momento critico: i recenti colloqui di Islamabad tra Washington e Teheran non hanno prodotto accordi sull’arricchimento dell’uranio. In questo vuoto negoziale, Pechino si propone come garante di un ordine basato sulla stabilità e sulla “non ingerenza”, un messaggio diretto sia alle potenze regionali che agli attori globali attivi nel quadrante mediorientale.
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