(AGENPARL) - Roma, 10 Aprile 2026 - “L’esame della legge elettorale inizia davvero sotto pessimi auspici, ieri la maggioranza ha effettuato una forzatura votando l’ampliamento della materia della legge elettorale dal perimetro proprio dell’elezione dei deputati e dei senatori alla materia del voto degli italiani all’estero e a quella del voto fuori sede. Sostanzialmente la maggioranza, che unilateralmente ha lavorato a questa proposta di legge, ancor prima di cominciare con l’esame ha iniziato ad emendare la sua stessa proposta di legge, imponendo l’ampliamento a temi che non erano oggetto del testo al quale ha lavorato per mesi nelle proprie oscure stanze. L’inclusione del voto per i fuori sede è una presa in giro in quanto la maggioranza aveva già dimostrato di non avere alcun interesse per questo tema svuotando le nostre proposte di legge e sostituendole con una delega al governo, oggi ferma al Senato. In occasione del voto del referendum sulla giustizia aveva addirittura negato il diritto di voto ai fuori sede. In ogni caso, vedremo se sarà l’ennesima presa in giro verso studenti, lavoratori e persone che per ragioni di salute vivono lontano da casa e non riescono ad andare a votare, anche a causa dei costi del viaggio. Per verificarlo noi abbiamo preteso che rimanesse all’esame la nostra pdl a prima firma Pavanelli. L’inclusione del voto all’estero nel perimetro della legge elettorale serve esclusivamente per legittimare una revisione delle circoscrizioni estere nell’illusione di accaparrarsi gli otto seggi alla Camera e i quattro seggi al Senato che nella prospettiva della nuova legge elettorale saranno strategici per conquistare la maggioranza. Il centrodestra persevera nel proprio comportamento arrogante e prepotente: la lezione che avrebbe dovuto ricavare dalla batosta referendaria evidentemente non è servita”.
Così il capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali alla Camera Alfonso Colucci.