(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 March 2026 Anche gli assessori Riccardi e Zilli alla cerimonia di
inaugurazione a palazzo Fantoni
Gemona, 9 mar – “Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo
solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro
grazie a quell’esperienza: ecco perch? la Regione ha dato
impulso, insieme all’Universit?, a questa scuola di alta
formazione, per dare vita a un’infrastruttura non soltanto
fisica, ma anche di conoscenza, necessaria per affrontare le
emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo”.
Lo ha affermato il presidente della Regione, Massimiliano
Fedriga, a margine dell’inaugurazione a Gemona del Friuli di
UNIUD RESILHub, della nuova Scuola laboratoriale di alta
formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo
friulano. La struttura, ospitata nello storico Palazzo Fantoni,
si propone come un catalizzatore di conoscenza e un laboratorio
di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi,
dai disastri naturali alle crisi socio-economiche.
“Il nostro problema come sistema Paese ? la programmazione
strutturale, dove siamo in forte deficit rispetto ad altri. Siamo
tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma non siamo
altrettanto capaci di compiere una programmazione di lungo
periodo per prevenire o affrontare le crisi prima che si
presentino. Poich? la politica non pu? farlo da sola, serve una
rete multidisciplinare e il grande supporto di centri di
eccellenza come l’Universit? di Udine per andare in questa
direzione: questo non ? un progetto per ricordare il terremoto,
ma che guarda anche al futuro, grazie all’esperienza di quel
terremoto” ha spiegato Fedriga.
Ad intervenire all’evento inaugurale, aperto da Andrea Cafarelli,
delegato del rettore per la sede di Gemona del Friuli, e concluso
dal rettore dell’Universit? di Udine, Angelo Montanari, sono
stati anche gli assessori alla Protezione civile Riccardo
Riccardi e alle Finanze Barbara Zilli.
L’assessore Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato la
radice ideale del progetto: “Dobbiamo capire che la tecnica ?
figlia della cultura: ? la grande lezione che il cavalier Marco
Fantoni ci ha lasciato e farlo qui, a Palazzo Fantoni con
l’Universit? al centro, ? un’azione estremamente importante.
Questa ? la sfida vera: abbiamo bisogno di un nuovo ‘building’
che non tenga conto della singola materia e della singola
relazione in modo verticale, perch? ? un approccio in cui uno, da
solo, non vince”.
Nel suo intervento a Gemona, Riccardi ha fornito una precisa
analisi quantitativa delle emergenze che hanno colpito il Friuli
Venezia Giulia, evidenziando una preoccupante accelerazione dei
fenomeni critici. Il bilancio complessivo dal 1994 a oggi, vede
il riconoscimento di 9 emergenze nazionali in Friuli Venezia
Giulia. Per la gestione di queste crisi sono stati investiti
complessivamente 1 miliardo di euro, fondi che hanno alimentato
l’apertura di migliaia di cantieri sul territorio. Negli ultimi 7
anni, ovvero tra il 2018 e il 2025, la Regione ha registrato
un’accelerazione, affrontando ben 3 emergenze nazionali: la
tempesta Vaia, la tempesta di grandine del 2023 e la recente
alluvione dell’Isontino.
Riccardi ha sottolineato il drastico aumento del profilo di
rischio mettendo a confronto i periodi: se nei primi 24 anni (dal
1994 al 2018) si sono verificate 6 emergenze, negli ultimi 7 anni
se ne sono registrate 3, evidenziando come i dati dimostrino che
il profilo del rischio sta aumentando con fenomeni pi? frequenti,
violenti e circoscritti, rendendo non pi? sostenibile un modello
basato solo sul ripristino del patrimonio pubblico.
Quattro i concetti chiave che l’esponente della Giunta Fedriga ha
esposto nell’analisi delle esigenze per il futuro: l’evoluzione
del decisore – “? necessario il passaggio dalla figura del
burocrate a quella del tecnocrate, un project manager con poteri
semplificati che sappia guidare i processi di trasformazione”; la
riforma delle regole – “la condizione di ‘straordinariet?’ insita
nei commissariamenti deve diventare ordinariet? per superare
l’incapacit? di spesa causata da norme che oggi frenano la
sicurezza”; la gestione del rischio – con l’aumento della
frequenza e violenza dei fenomeni, non ? pi? sufficiente il solo
ripristino del danno, ma serve un nuovo modello di assistenza che
integri pubblico e sistema assicurativo, e su questo la Regione –
ha ricordato Riccardi – molto ha fatto su impulso del governatore
Fedriga”; la fine del “singolarismo” – “la prevenzione non deve
pi? essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare,
coinvolgendo in modo integrato tutti i servizi primari e le
competenze professionali”.
Per l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli,
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