(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 March 2026 Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Busto Arsizio
NOTA: divulgazione immediata.
CONTATTO: T.Col. Alessandro Giuliani (Comando Provinciale CC Varese)
V.Q.A. Francesco Pino (Questura di Varese)
OGGETTO: SEQUESTRO DI COCAINA PERUVIANA: SMANTELLATO CANALE INTERNAZIONALE
D’IMPORTAZIONE. 6 FERMI TRA VARESE E NOVARA.
Nel corso dell’ultimo weekend, un’operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia di Stato della
provincia di Varese ha colpito un canale d’importazione internazionale di droga dal Perù, con
l’esecuzione di sei fermi d’indiziato di delitto per importazione e detenzione ai fini di spaccio in
concorso di sostanza stupefacente. In particolare, gli spacciatori nascondevano chili di cocaina
contaminandola con la cera d’api.
L’azione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, ha unito le
forze del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Varese, del Commissariato di P.S. di Busto Arsizio,
della Squadra Mobile di Varese e della Sezione di p.g. aliquota Polizia di Stato della Procura di Busto
Arsizio, culminando con il sequestro di un carico di cocaina e l’individuazione di una vera e propria
“raffineria” di droga.
Tutto ha avuto inizio da una segnalazione indirizzata ai Carabinieri di Varese dalla Direzione Centrale
dei Servizi Antidroga di Roma, circa l’imminente arrivo in Italia di un plico sospetto proveniente dal
Perù. L’allarme riguardava un carico apparentemente innocuo costituito da ben 19,5 chilogrammi di
cera d’api contaminata, però, da cocaina.
La segnalazione ha evidenziato subito una palese convergenza con altra indagine in atto da parte della
Polizia di Stato di Busto Arsizio, svolta anch’essa sotto il coordinamento della Procura di Busto, che
riguardava l’ambito del c.d. “spaccio boschivo” sul territorio di Lonate Pozzolo, le cui risultanze
investigative, oltre ad acclarare le dinamiche di approvvigionamento della sostanza stupefacente poi
distribuita al dettaglio e anche all’ingrosso, avevano adombrato la presenza di un possibile canale di
importazione di droga dal Sudamerica.
Ed infatti, i primi approfondimenti relativi alla segnalazione della Direzione Centrale dei Servizi
Antidroga consentivano di accertare il coinvolgimento dei medesimi soggetti in precedenza indagati
anche nella spedizione proveniente dal Perù; fatti che hanno portato a unire gli sforzi investigativi da
parte dei Comandi interessati dei Carabinieri di Varese e della Polizia di Stato di Varese e Busto
Arsizio.
A quel punto le due Forze di Polizia, mettendo in atto una sinergica e proficua collaborazione, hanno
unito le forze per arrivare a chiudere il cerchio sul canale di importazione e sui destinatari dello
stupefacente.
Il pacco è stato intercettato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese il 16 febbraio scorso
all’aeroporto di Linate. Dopo aver dato esecuzione ad un provvedimento di “ritardato sequestro”, le
analisi hanno confermato il sospetto: tracce significative di cocaina erano presenti all’interno di quella
che sembrava solo “cera d’api”.
È iniziata, così, l’operazione che ha portato i Carabinieri ad effettuare una “consegna controllata” del
plico ai destinatari del Comune di Gattinara (VC) in collaborazione con la Polizia di Stato di Busto
Arsizio e Varese, anch’esse impegnate nel medesimo articolato servizio di osservazione e
monitoraggio.
Il pacco è stato quindi monitorato per tutti i giorni successivi fino a venerdì 27 febbraio, quando gli
indagati hanno commesso un passo falso. Il carico è stato portato in un nascondiglio di fortuna, nello
specifico un boschetto nelle immediate vicinanze del centro abitato di Prato Sesia (NO).
Carabinieri e Polizia di Stato hanno immediatamente circondato il nuovo nascondiglio. La sera stessa,
tre degli indagati sono stati prontamente bloccati nel bosco mentre si avvicinavano allo stupefacente.
Il quarto uomo è stato, invece, fermato poco dopo, durante la perquisizione della sua abitazione a
Prato Sesia, ove era stato conservato lo stupefacente per 9 giorni. All’interno della casa è stata scoperta
quella che sembrerebbe essere una vera e propria “raffineria” rudimentale, stante la corposa
presenza di sostanze chimiche, polveri e attrezzi verosimilmente utilizzati per la lavorazione della
droga. Nella circostanza, oltre al carico originale di cera d’api e cocaina, sono stati rinvenuti e
sequestrati anche 400 grammi di cocaina, 200 grammi di ketamina, 190 grammi di hashish,
oltre 1 chilogrammo di marijuana, numerose munizioni da caccia di vario calibro ed una carabina
ad aria compressa.
L’operazione non si è conclusa con i primi quattro fermi. Il giorno seguente, in considerazione di
ulteriori risultanze investigative, poliziotti del Commissariato di Busto Arsizio unitamente alla
Squadra Mobile di Varese e alla Sottosezione Autostradale di P.S. di Romagnano Sesia (NO),
intercettava sull’autostrada A26, nei pressi del casello di Romagnano Sesia, un’autovettura con a
bordo due cittadini di nazionalità peruviana che, correi degli arrestati, subito dopo aver appreso del
blitz, stavano cercando di raggiungere l’aeroporto di Orio Al Serio (BG) per imbarcarsi su un volo
diretto in Perù, venendo bloccati e arrestati con le stesse accuse.
I sei fermati, quattro italiani e due peruviani, sono stati associati alle case circondariali di Novara e
Busto Arsizio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le indagini, ancora in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto
Arsizio e supportate dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga di Roma per il coordinamento
internazionale con il collaterale peruviano, hanno consentito di fare luce su una serie di soggetti in
grado di organizzare l’importazione di cocaina direttamente con cartelli criminali sudamericani,
svelando e smantellando l’ennesima “peculiare” modalità di traffico internazionale di droga.
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