(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 March 2026 (ACON) Trieste, 3 mar – “Le case della comunit?, nel piano
della riforma sanitaria, dovrebbero servire a chiudere quel vuoto
tra ‘dimesso’ e ‘segu?to’, tra ‘ho un bisogno’ e ‘so dove
andare'”. Cos?, in una nota, la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a margine dell’incontro
organizzato ieri a Udine dal Coordinamento salute Fvg e
Coordinamento udinese per la salute.
“Le case della comunit? dovrebbero essere pertanto il luogo di
prossimit? – prosegue Pellegrino – dove si fa una cosa molto
concreta: accogliere, orientare, prendere in carico e non
aggiungere un servizio, ma mettere ordine nei percorsi. In Friuli
Venezia Giulia abbiamo, invece, la fattiva percezione che si sta
confondendo l’avanzamento amministrativo per operativit?, e
comunque ad oggi delle trentadue strutture previste solo sei sono
attive. Voglio ricordare che una riforma territoriale non si
valuta dal fatto che c’? una sede, ma che quello spazio ? in
esercizio, con persone dentro e percorsi che funzionano”.
“Allora la domanda non pu? restare sospesa”, secondo Pellegrino,
che chiede “quando saranno davvero operative, con quali servizi,
con quali orari, con quali professionisti (il ‘chi esercita’
diventa il fulcro della questione e non un dettaglio), se stiamo
parlando di assunzioni pubbliche stabili, di concorsi e
graduatorie, di mobilit? interne, di esternalizzazioni, di
cooperative e soprattutto se una casa della comunit? nasce come
rafforzamento del territorio o invece solo come spostamento di
risorse gi? scarse da un presidio all’altro”.
“E qui tocchiamo un punto che in diverse aree ? gi? una
preoccupazione concreta. Se – spiega la consigliera – per far
partire nuove sedi si va a pescare personale da servizi
territoriali che stanno gi? reggendo pezzi importanti
(domiciliari, continuit?, pres?di di prossimit?), il difficile
non ? attivare una casa, ma fare il gioco delle pedine, ovvero
spostamenti che coprono alcuni spazi ma lasciando buchi altrove.
Se non ci riusciremo, avremo costruito sedi e lasciato intatta la
domanda che torna sempre, la sera, davanti a un bisogno reale e
di fronte a persone in carne e ossa”.
ACON/COM/rcm
031341 MAR 26
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