(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 February 2026 Riccardi, programma che onora la memoria e valorizza ci? che il
terremoto ha generato come eredit? attiva
Udine, 9 feb – ‘Il terremoto del Friuli ? una ferita profonda
nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato
vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunit?. Ma
? anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere
pi? autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha
scelto di non arrendersi. Da quella tragedia ? nato un modello
che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello
internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.
Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla
responsabilit? delle istituzioni e sul valore del volontariato,
che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in
capacit? di intervento e solidariet? verso gli altri. Una
dimostrazione concreta di ci? che ? la resilienza. Non a caso
oggi ci troviamo all’Universit? di Udine: un’eredit? della
ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia
limitata a riedificare ma abbia guardato al futuro e rilanciato
dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non
? solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto ma anche per
dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito
il Friuli Venezia Giulia’.
Lo ha sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga alla presentazione del programma annuale
degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del
terremoto del Friuli (1976-2026) nell’auditorium del polo
scientifico ‘Rizzi’ dell’Universit? di Udine, organizzati dalla
Regione attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della
Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri,
Universit? di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente
Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione,
Fondazione per la sussidiariet? Ets, Ogs-Istituto nazionale
oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni
terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni
dichiarati disastrati.
Il programma aggiornato ? consultabile attraverso il banner nella
‘home page’ del sito istituzionale della Regione.
? stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e
disabilit? con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a
delineare il percorso con ‘celebrazioni che non resteranno chiuse
nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’estero per
raccontare un’esperienza che ? diventata un modello unico al
mondo’.
‘Abbiamo pensato a un anno ‘lungo’ nel quale cercheremo di
raccontare questa ‘storia difficile’, le ragioni, le conseguenze,
le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo
cercando di fare emergere i molti aspetti di grande attualit?
della ricostruzione e del modello Friuli’, ha esordito
l’assessore.
‘L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – ?
la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il
sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni
importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il
racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano,
caratterizzato da lavoro e coraggio, e ‘l’uomo dell’emergenza’,
capace di garantire credibilit? nel rapporto con lo Stato’.
‘Il successo della ricostruzione ? attribuito a una catena
istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni’ ha
sottolineato Riccardi, ricordando ‘quella battaglia politica
sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel
pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e
opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’.
Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle
priorit?. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese’ fu una
scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la
‘desertificazione delle aree colpite’.
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Universit?, nata
da ‘un movimento popolare positivo’ per formare una classe
dirigente capace di gestire la ‘cultura della resilienza’, il
riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze
Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e
dell’Europa ? diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto
alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo ‘come ci
ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros’.
E poi la Protezione civile, ‘cio? lo sforzo con il quale
Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che pu?
succedere dopo e prima. Quindi l’attivit? della prevenzione, con
la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’?
un passaggio estremamente importante del presidente Biasutti e
del presidente Comelli che verr? ricordato – ha rimarcato
Riccardi -: la scelta di ricostruire ‘dov’era e com’era’ non ?
stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una
straordinaria lezione di civilt?: la vera convenienza di quella
scelta risiedeva nella volont? ferrea di difendere le radici
profonde di questa terra’.
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate
dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiter? la
solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale
Matteo Zuppi e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Universit?
di Udine, nata da un ‘movimento popolare positivo’ per formare
una classe dirigente capace di gestire la ‘cultura della
resilienza’ e la Protezione Civile con il volontariato.
‘Quest’anno il Consiglio regionale discuter? una legge sul
volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa
essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del
terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e
insostituibile’, ha concluso Riccardi.
Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle
Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e alle Finanze
Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al
sindaco Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione
delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976, oltre
all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.
Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello
di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha
rimarcato di ‘sentire forte il lascito della lezione della
ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio,
delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacit? di
intervenire quando le comunit? locali chiedono attenzione ed
investimenti infrastrutturali’.
Zilli ha osservato che ‘le iniziative che oggi presentiamo sono
un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di
orgoglio per ci? che il Friuli ? diventato. Una comunit?
laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli
con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti’.
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