(AGENPARL) - Roma, 8 Febbraio 2026 - La caduta della XVIII legislatura rappresenta una responsabilità diretta e grave di Matteo Salvini, che prima fece precipitare il governo Conte I nell’agosto 2019 ritirando la fiducia in modo irresponsabile e pretestuoso, e poi, nel 2022 contribuì in modo decisivo alla fine della legislatura rifiutando con arroganza e miopia l’opportunità di governare con Mario Draghi. In entrambi i casi scelse la strada della rottura e del personalismo invece della responsabilità verso il Paese e verso gli elettori. Avrebbe potuto incidere concretamente sulle politiche nazionali in un momento di consenso altissimo per la Lega, ma Salvini ha preferito il gesto eclatante al governo stabile, ingannando milioni di italiani con promesse roboanti in campagna elettorale, superamento della Legge Fornero, Piano casa per le famiglie, misure sociali concrete, che invece non ha mai realizzato. Durante la XVIII legislatura, la Lega ha incassato un bottino di parlamentari provenienti soprattutto dal Movimento 5 Stelle e in misura minore da Forza Italia, grazie all’articolo 67 della Costituzione che non prevede vincolo di mandato. Tra i transiti più rilevanti al Senato Ugo Grassi, Stefano Lucidi, Francesco Mollame, Alessandra Riccardi, Francesco Urraro, Elena Testor e alla Camera Antonino Minardo, Benedetta Fiorini, Maurizio Carrara, Laura Ravetto, Federica Zanella, Felice Mariani. Questi ingressi hanno gonfiato artificiosamente i numeri del gruppo Lega, ma non hanno impedito il tracollo successivo. La Lega non ha sfruttato quell’esercito di parlamentari per incidere davvero sulle politiche sociali, con la legge Fornero peggiorata, il Piano casa rimasto lettera morta e le promesse finite nel nulla. Oggi, dopo aver dilapidato consensi e fiducia, Salvini tenta disperatamente di frenare la caduta libera del suo partito presentando un ddl costituzionale per cambiare l’articolo 67 della Costituzione e introdurre il vincolo di mandato parlamentare. Una mossa ipocrita e tardiva, visto che nella XVIII legislatura ha beneficiato al massimo della libertà di transito per rafforzare i propri gruppi, mentre ora, quando i parlamentari eletti con il simbolo del Carroccio lo abbandonano in massa, prima verso Forza Italia e ora verso Vannacci e altre realtà più coerenti, invoca regole che in passato avrebbe respinto con sdegno. La XIX legislatura sta segnando la fine politica irreversibile del segretario Salvini. Alle elezioni europee del 2019 il partito toccò il picco del 34,3%; sotto la sua gestione fallimentare è precipitato al 7-8%. Nemmeno la furbata della candidatura di Vannacci alle Europee e il suo successivo ruolo di vicesegretario hanno invertito la rotta: i parlamentari continuano a lasciare, il consenso si dissolve, il partito è allo sbando. Non sono i parlamentari a lasciare la Lega, è la Lega di Salvini che ha lasciato i suoi parlamentari, i suoi elettori e le sue promesse, optando per scelte divisive, personalistiche e prive di visione. La ruota gira, e gira forte contro chi ha dilapidato un’opportunità storica con superficialità, opportunismo e incapacità di valutare l’influenza reale del proprio partito sugli elettori. Salvini risponde oggi del suo fallimento con consensi in caduta libera, partito allo sbando. Insomma una fine politica segnata. Dichiarazione dell’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.

