(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 27 January 2026 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
E OPEN GOVERNMENT
Ufficio Stampa
TS 27/1/2026
VENERDÌ 30 GENNAIO ALLE ORE 18 NELLA SALA NATHAN IN
PORTO VECCHIO – PORTO VIVO INAUGURAZIONE DELLA
MOSTRA DI ALFONSO FIRMANI “ODISEE. L’ESPERIENZA
DELL’ORIZZONTE”
Venerdì 30 gennaio alle ore 18 nella Sala Nathan in Porto Vecchio –
Porto Vivo inaugurazione della mostra di Alfonso Firmani “Odissee.
L’esperienza dell’orizzonte”. La mostra è realizzata a cura dell’Associazione
Culturale DayDreaming Project e sarà visitabile dal 31 gennaio all’8 marzo
2026, con i seguenti orari da giovedì a domenica dalle ore 10 alle ore 18.
Nel corso dell’inaugurazione si terrà una performance dal vivo dell’artista
PierPaolo Koss con musiche di Alexey Grankowsky, dal titolo “Unbound”.
La mostra, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste,
Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, fa parte del progetto
CHRONOCROMA Memorie, conflitti ed ecologie nell’arte contemporanea e
rientra nell’ambito del bando Manifestazioni Espositive 2025, Regione Friuli
Venezia Giulia. “
“Odissee. L’esperienza dell’orizzonte”
Le nostre esistenze si muovono su di un piano delimitato da barriere, da
confini dentro ai quali fingiamo di sentirci sicuri.
Viviamo in città prive di sbocchi verso l’orizzonte e la sua vocazione
all’infinito. Sembra che il nostro destino si possa nutrire solo della ineluttabilità
del cibo necessario al rafforzamento del nostro ego.
Crediamo che la sola dimensione possibile sia quella di un ordine regolato
nei confronti del quale non c’è che da soggiacere e dentro al quale l’unica
strada possibile sia quella dell’affermazione del proprio io.
Ma uno sguardo persistente, reiterato verso l’orizzonte, può aiutare a
raggiungere la percezione di altri piani sui quali orientare la ricerca e il nostro
viaggio verso l’accettazione della continua trasformazione del tutto.
L’idea che stava alla base del progetto era proprio quella di attivare quello
sguardo persistente verso l’orizzonte e trasformarlo in una narrazione.
Un viaggio a cui sottrarre l’idea della meta; una sorta di Odissea senza
Itaca, attraversando anche le sue carcasse fumanti; un concedersi
completamente all’assenza del limite, attraversando le terre di nessuno prive
di identità, come una nuova frontiera invisibile senza più nessuna biografia,
eliminando tutte quelle strutture consolatorie che trovi nel tuo quotidiano.
La mappatura del viaggio è un insieme di parole che danno il ritmo, la
traiettoria: assenze, dissolvenze, disassamenti; desideri, spezie, segreti,
intuizioni, corrispondenze; luci di lune, terre da attraversare o da portate con
sé, isole nuove a cui approdare.
E questo mare infinito negli occhi, oscillando tra orrore e bellezza.
In mostra sarà proiettato il video “Odissee. L’esperienza dell’orizzonte”
editing: Nanni Spano
musiche di Andrea Michelutti
Workshop
Il workshop è indirizzato agli studenti dei licei artistici delle città di Trieste,
Udine e Gorizia .
Si svilupperà in due appuntamenti in due giornate consecutive. L’obiettivo
è quello di stimolare un’esperienza artistica legata al tema attraverso una
riflessione sui contenuti espressi dall’esposizione, una riflessione sull’arte
contemporanea e sulle diverse tipologie di linguaggi che le sono proprie; la
definizione del percorso creativo capace di individuare la miglior forma
possibile in relazione ai contenuti espressi dal tema. Inoltre il workshop, come
obiettivo operativo, promuoverà una esperienza progettuale sempre legata al
tema.
Prima giornata
Lezione teorica relativa all’individuazione delle varie articolazioni del tema:
– orizzonte come limite del conoscibile
– orizzonte e indicibile
– orizzonte geometrico come linea a cui appartengono tutti i punti di fuga
delle linee di profondità
– orizzonte come elemento compositivo
-l’orizzonte e il corpo umano
l’esperienza dell’orizzonte nell’arte contemporanea.
Seconda giornata
-impostazione di un’ipotesi progettuale avente come tema centrale quello
dell’esperienza dell’orizzonte
-produzione di un elaborato grafico capace di sintetizzare la suddetta
ipotesi.
Chronocroma
I colori hanno sempre suscitato dibattiti tra filosofi, psicologi, scienziati e
pittori. Ogni colore evoca infatti emozioni e stati d’animo differenti, e può
essere legato a eventi specifici, assumendo un ruolo fondamentale nella
nostra personale interpretazione del mondo.
Il modello additivo RGB, composto da tre colori primari – rosso, verde e blu
– rappresenta lo spettro dei colori visibili e si presta a una riflessione artistica
che attraversa il tempo e lo spazio.
Il progetto “RGB: significanti artistici tra attuale, memoria e futuro” si
sviluppa su tre linee temporali, ciascuna rappresentata da un colore e un
orizzonte distinti. Ogni colore rappresenta una dimensione specifica, offrendo
un punto di vista critico sulla relazione tra arte, società e tempo. Le linee si
intrecciano dinamicamente durante le manifestazioni, proponendo prospettive
in continua evoluzione.
Alfonso Firmani
Alfonso Firmani si è formato presso lo I.U.A.V di Venezia alla fine degli anni
‘70 immerso nello spirito culturale di quegli anni. Nel 1982 ha aperto a Udine il
suo studio professionale e dal 1987 è docente di progettazione architettonica e
progettazione scenografica presso il Liceo Artistico Sello.
È stato tra i fondatori dei gruppi artistici “Magazzino” e CasAltrove.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive a
Parigi,Vilnius,Venezia, Novara, Vercelli, Vienna, Bologna, Udine, Trieste.
La sua ricerca in campo artistico sperimenta contaminazioni tra diversi
linguaggi. Le composizioni si ispirano ai temi strutturanti l’arte contemporanea
e alla capacità dei suoi linguaggi di rivelazione e di evocazione. L’impianto
poetico è basato su un’idea di una narrazione sviluppata attraverso la tecnica
compositiva delle corrispondenze e il loro automatismo inconscio in grado di
svelare direzioni di senso orientate alla formulazione delle giuste domande. I
suoi lavori sono molto spesso ispirati dallo spazio in cui opera, spazio che
viene inteso come un impianto drammaturgico all’interno del quale il tema
viene messo in scena. Una sorta di autonomo microcosmo dove tutto succede
e si risolve nelle corrispondenze tra i vari elementi, dove tutto si raccoglie e
parte verso l’ignoto approdo di chi guarda.
Info:
www.daydreamingproject.it
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