(AGENPARL) - Roma, 19 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 19 January 2026 INFORMAZIONE ISTITUZIONALE
E OPEN GOVERNMENT
Ufficio Stampa
TS 19/1/2026
MERCOLEDÌ 21 GENNAIO ALLE ORE 17 NELLA SALA SELVA
DI PALAZZO GOPCEVICH VISITA GUIDATA GRATUITA ALLA
MOSTRA “LA FOTOTECA IN PIAZZA. SCATTI DI STORIA E
STORIE”
Mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 17, nell’ambito degli eventi collaterali
alla mostra “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie” allestita presso la
Sala Selva di Palazzo Gopcevich, si terrà una visita guidata gratuita
condotta dalla curatrice Claudia Colecchia.
Le fotografie dedicate a Piazza Unità d’Italia e ai suoi edifici non sono
soltanto documenti visivi, ma vere e proprie rappresentazioni simboliche: una
scenografia che, nel corso del tempo, racconta la trasformazione urbana,
sociale e politica della città.
La piazza emerge così come spazio plurale, in cui la dimensione pubblica e
quella privata, la grande storia e la vita quotidiana, si intrecciano
continuamente.
Le vedute più antiche restituiscono l’immagine di una piazza brulicante di
vita: esercizi commerciali, caffè, ambulanti, tram affollati e alberghi animano lo
spazio urbano, mentre sullo sfondo i velieri ricordano il ruolo centrale di
Trieste come porto dell’Impero.
Nel 1915 la piazza cambia nome, venendo dedicata all’imperatore
Francesco Giuseppe, in un momento storico segnato dal conflitto e dal
tentativo di rafforzare l’identità asburgica. Con la fine della Prima guerra
mondiale, lo spazio assume la denominazione di Piazza Unità e muta
radicalmente il proprio assetto: la rimozione del giardino e lo spostamento del
tram lungo le Rive segnano il passaggio da luogo di socialità popolare a spazio
più regolato, funzionale a nuove esigenze di mobilità e rappresentanza.
Nel 1938, in occasione della visita di Benito Mussolini, la piazza viene
ulteriormente trasformata: la fontana dei Quattro Continenti è rimossa per
convertire l’area in un vero e proprio palcoscenico politico. Le fotografie
documentano anche l’impatto della guerra sulla vita quotidiana: il portico del
Palazzo municipale diventa rifugio antiaereo, testimonianza concreta di una
città sotto pressione.
Nel novembre del 1953 la piazza è teatro di tragici scontri che provocano
morti e feriti; pochi mesi dopo, nell’ottobre del 1954, le immagini
restituiscono l’entusiasmo collettivo per il ritorno di Trieste all’Italia.
Accanto a questi grandi eventi, le fotografie raccontano anche la piazza
come scenario degli affetti: luogo privilegiato in cui l’intimità del vivere
quotidiano si deposita nello spazio urbano.
Emblematica, in questo senso, è l’immagine scattata da Ugo Borsatti nel
1952, che ritrae la fidanzata – futura moglie – Bruna Iaculin in una piazza resa
lucida dalla pioggia: uno sguardo personale incastonato in uno spazio
pubblico, a testimonianza del legame quotidiano e affettivo con il cuore della
città.
Le immagini esposte documentano il fluire della folla, le cerimonie ufficiali,
la vita quotidiana, le giornate segnate dalla bora.
Piazza Unità d’Italia non è solo uno spazio urbano, ma il cuore pulsante
della città: custode di memoria, testimone dei cambiamenti e specchio della
vita quotidiana triestina.
La mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile 2026, con i seguenti orari:
da mercoledì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00 (lunedì e martedì chiuso).
Ingresso libero.
In occasione della visita guidata, la mostra sarà straordinariamente aperta
fino alle ore 18.30.
Informazioni
fototeca.trieste.it
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