(AGENPARL) - Roma, 5 Gennaio 2026 - Il presidente francese Emmanuel Macron ha preso le distanze dall’operazione statunitense che nel fine settimana ha portato alla cattura e alla rimozione dal potere del leader venezuelano Nicolás Maduro, affermando che la Francia “non ha sostenuto né approvato il metodo utilizzato” dall’amministrazione Trump. La dichiarazione è arrivata lunedì, durante un commento al Consiglio dei ministri, secondo quanto riportato da Le Figaro.
Dopo iniziali prese di posizione incentrate soprattutto sulla natura autoritaria del governo di Maduro e sull’auspicato passaggio di potere a Caracas, Macron ha corretto il tiro sotto la pressione delle critiche interne, allineandosi a Paesi come la Spagna nel condannare l’operazione militare statunitense. Washington ha infatti catturato Maduro, lo ha espulso dal Venezuela in poche ore e lo ha trasferito negli Stati Uniti insieme alla moglie, dove dovrà rispondere di accuse legate al narcoterrorismo.
Pur criticando il “metodo”, Macron ha tuttavia definito la caduta di Maduro una “buona notizia per i venezuelani”, cercando di mantenere un equilibrio tra la condanna dell’azione militare e il giudizio politico sul leader socialista.
Le parole del presidente francese arrivano dopo giorni di forti attacchi da parte della sinistra parigina. Jean-Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise ed ex candidato alla presidenza, ha accusato Macron di aver “umiliato” la Francia con la sua posizione iniziale. “Non è la voce della Francia. Abbandona il diritto internazionale. Un giorno buio per il nostro Paese”, ha dichiarato Mélenchon, definendo “vergognoso” il mancato immediato richiamo al rispetto delle norme internazionali.
Una situazione analoga si registra anche nel Regno Unito, dove il primo ministro Sir Keir Starmer è sotto pressione da parte dell’ala sinistra del suo partito. In una posizione definita dal Times di Londra “volutamente opaca”, Starmer ha affermato che “non verserà lacrime” per la caduta di un “presidente illegittimo”, ribadendo genericamente il sostegno al diritto internazionale senza però chiarire se l’operazione statunitense abbia violato la Carta delle Nazioni Unite. Dichiarazioni che hanno irritato esponenti come Richard Burgon, leader del Socialist Campaign Group, che ha invitato Starmer a opporsi alla “politica gangsteristica di Trump”.
Sul piano europeo, domenica sera l’Alto rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha diffuso una dichiarazione a nome di tutti gli Stati membri, con l’eccezione dell’Ungheria di Viktor Orbán, chiedendo “calma e moderazione” per evitare un’escalation e favorire una soluzione pacifica. Pur ribadendo il sostegno al diritto internazionale, l’UE ha sottolineato che Maduro “non ha la legittimità di un presidente eletto democraticamente” e ha invocato una transizione verso la democrazia guidata dai venezuelani e nel rispetto della sovranità nazionale.
La dichiarazione europea ha anche riconosciuto la necessità di combattere la criminalità organizzata e il traffico di droga, ma ha avvertito che tali operazioni devono svolgersi nel pieno rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità degli Stati. Bruxelles ha infine assicurato di essere in stretto contatto con Washington e con i partner regionali per sostenere una soluzione negoziata, democratica e pacifica alla crisi venezuelana.
