(AGENPARL) - Roma, 19 Novembre 2025(AGENPARL) – Wed 19 November 2025 NOTA STAMPA
PROPOSTA DI LEGGE CHIESA (FDI), L’ASSESSORE FRANCESCO SPANEDDA: “LE AREE MILITARI NON POSSONO ESSERE SOTTRATTE ALLE NORME REGIONALI”
Cagliari, 19 novembre 2025
“La proposta di legge depositata in Parlamento per rafforzare la competenza esclusiva dello Stato sulle aree che riguardano la “difesa e sicurezza nazionale” rappresenta un tentativo evidente di scavalcare le nostre tutele paesaggistiche e ambientali, e soprattutto lo Statuto speciale.”
Lo dichiara l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, intervenendo sulla discussione aperta in Parlamento.
“Secondo questa proposta, nelle aree militari le norme regionali si applicherebbero solo se compatibili con le esigenze della Difesa e previo via libera dello Stato Maggiore. Tradotto: basterebbe invocare la “sicurezza nazionale” per neutralizzare le nostre leggi e aggirare qualunque strumento di governo del territorio. Questo è inaccettabile per una Regione autonoma”.
L’Assessore ricorda che la Sardegna ha già affrontato e vinto battaglie importanti quando lo Stato ha agito ignorando le prerogative regionali:
“Il caso di Sant’Elia lo dimostra. Abbiamo contestato con forza l’inserimento dell’area nel bando di Difesa Servizi per un impianto fotovoltaico, rivendicando la titolarità che lo Statuto ci assegna. E lo Stato ha dovuto fare marcia indietro, riconoscendo le nostre ragioni. Questo è ciò che accade quando la Regione esercita fino in fondo le proprie competenze”.
L’Assessore richiama inoltre il principio fondamentale sancito dallo Statuto speciale: “Quando un bene non è più utilizzato per le funzioni statali originarie, quel bene torna alla Regione. È scritto, è chiaro, ed è un diritto che abbiamo il dovere di far rispettare. Bisogna quindi ricordare che le aree militari, comunque individuate, rimangono allo Stato finché sono utilizzate dalle Forze Armate per le loro funzioni; ma se quell’uso cessa, il bene torna nelle mani dei sardi. L’assimilazione ai siti industriali dismessi, proposta nel disegno di legge, appare quindi fuorviante. Non è quindi pensabile che le aree militari, una volta perimetrate come tali, possano in futuro essere utilizzate per altri scopi sfuggendo alle prescrizioni ambientali e paesaggistiche, come la produzione di energia rinnovabile”.
“La Sardegna ha fatto scelte chiare: tutele ambientali rigorose, una pianificazione urbanistica fondata sul principio di sostenibilità e sulla difesa del paesaggio, e una legge – la L.R. 20/2024 – che garantisce un governo dell’energia rispettoso del territorio. Queste norme sono espressione piena della nostra autonomia”, conclude l’assessore.
Ufficio Stampa Regione Sardegna