(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2025 - (AGENPARL) – Thu 26 June 2025 **Inaugurata “Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina”,
mostra tattile e itinerante**
A cinque anni dalla nascita, la Fondazione Catarsini festeggia il traguardo
con un progetto con caratteristiche innovative per rendere i luoghi di
cultura più accessibili a persone con disabilità visiva. Giani:
“Omaggio a un grande toscano del Novecento”
La Fondazione Alfredo Catarsini 1899 compie cinque anni e per celebrare
l’avvenimento organizza una mostra d’arte dalle caratteristiche innovative
– prima tra tutte la piena accessibilità anche per i visitatori con
disabilità visiva – e che sarà itinerante in varie sedi della Toscana.
“Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina”, questo il
titolo dell’esposizione che è stata inaugurata nella sede della Giunta
regionale della Toscana, a Palazzo Sacrati Strozzi, in Piazza del Duomo a
Firenze.
A tagliare il nastro, il presidente Eugenio Giani, insieme a Elena
Martinelli, presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS,
Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle arti del disegno di
Firenze e gli storici dell’arte Lucia Mannini e Rodolfo Bona.
«E’ un onore potere accogliere le opere di Alfredo Catarsini nelle sale
della Presidenza della Regione Toscana – ha detto Giani – Un omaggio dovuto
a un grande toscano del Novecento, che questa mostra permetterà di
conoscere e apprezzare ancora di più. La proposta espositiva itinerante
che presentiamo infatti è caratterizzata e resa più preziosa dal suo
essere interamente inclusiva e accessibile, in ognuna delle sue sedi, anche
ad un pubblico con disabilità visive; arricchita da un laboratorio
esperienziale messo a disposizione dei visitatori e realizzato con il
supporto della Stamperia Braille della Regione, grazie alla collaborazione
da tempo avviata con la Fondazione Catarsini. L’artista ci ha lasciato
un’opera che ha attraversato il Novecento, a partire dai primi fertili
incontri con protagonisti quali Amedeo Modigliani e Filippo Tommaso
Marinetti, nelle inquietudini del Futurismo e delle altre avanguardie. E di
sicuro ha saputo dare sostanza a una frase di Lorenzo Viani, di cui ha
fatto tesoro fin dagli anni del Regio Istituto d’Arte di Lucca: ‘Non si
diventa artisti andando dentro le accademie, ma l’arte va vissuta
totalmente’».
La mostra rimarrà aperta fino al 18 luglio, quindi si sposterà a Villa
Paolina di Viareggio dove vi rimarrà per tutto il mese di agosto con una
selezione di 20 opere alle quali si aggiungeranno le altre 44 esposte nelle
10 tappe del Cammino I luoghi di Catarsini, mentre in settembre potrà
essere ammirata al Fortilizio della Cittadella di Pisa.
La mostra
Arricchita e completata dal catalogo con i testi di Giani, Martinelli,
Acidini, Mannini, Bona, Gloria Chiarini, Elena Pontiggia, Sandro Gorra e
Claudia Menichini, la mostra itinerante propone una selezione di 53 opere –
fra dipinti e disegni – raffiguranti paesaggi, darsene, marine, cantieri,
ritratti, nature morte – realizzate tra gli anni ’30 e gli anni ’80 del
Novecento per raccontare il cammino artistico di Alfredo Catarsini
(Viareggio 1899-1993), partito da dipinti di derivazione macchiaiola e
postimpressionista e proseguito attraverso esperienze segnate dal gusto dei
primitivi e dal richiamo all’ordine, per approdare alle forme volumetriche
e plastiche degli anni Trenta e alle grandi composizioni a soggetto storico
e religioso realizzate fra 1936 e 1948.
Nel secondo dopoguerra il suo percorso è caratterizzato da
sperimentazioni, con le opere del periodo del suo Riflessismo, da rotture
formali e dalla temperatura espressiva in cui si è incubato il realismo
esistenziale italiano degli anni Cinquanta.
Quindi a partire dal 1948, Catarsini sviluppa una nuova forma espressiva
incentrata sul difficile rapporto tra natura, uomo e macchina –
ribattezzato Simbolismo meccanico e caratterizzato da pitture che
raffigurano complessi ingranaggi -, un tema divenuto sempre più urgente
nel secondo dopoguerra e oggi di grande attualità.
Da segnalare che tra le opere di Catarsini a Palazzo Sacrati Strozzi, vi
sarà anche Il grano della bonifica lucchese, il grande dipinto su tela (cm
233 x 300) con cui l’Artista prese parte nel 1940 alla seconda edizione del
“Premio Cremona” e che normalmente lo si può ammirare a Villa Bertelli di
Forte dei Marmi, insieme ad alcune opere recentemente ritrovate sul
mercato.
Il grande progetto per l’accessibilità: vietato non toccare!
L’intero percorso espositivo è accessibile anche ai visitatori con
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