(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2025 - (AGENPARL) – Mon 05 May 2025 5 Maggio 2025
TUTTOFOOD: COLDIRETTI, E’ L’ANNO DEL RISO TRICOLORE, ITALIA DA PRIMATO CON OLTRE LA META’ DELLA PRODUZIONE UE
Ma aumentano le minacce legate agli accordi commerciali senza principio di reciprocità e alle importazioni selvagge
Con oltre la metà dell’intera produzione continentale, l’Italia è il primo Paese produttore di riso in Europa e celebra un 2025 che vede cadere l’ottantesimo anniversario del Carnaroli e il centenario del primo incrocio varietale di un’eccellenza celebrata anche all’estero, oltre che simbolo di biodiversità con quasi duecento tipologie coltivate. I primati delle risaie nazionali sono stati al centro dell’incontro “Celebriamo insieme l’anno del riso italiano”, organizzato in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood alla Fiera di Milano Rho, alla presenza del presidente e del segretario generale di Coldiretti Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, del ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, di Cristina Brizzolari, Presidente Coldiretti Piemonte, e di Roberto Magnaghi, Direttore Generale Ente Nazionale Risi. Un momento di confronto sulle strategie necessarie per tutelare un patrimonio del Made in Italy a tavola e non solo, considerato l’elevato valore ambientale di questa coltivazione. Nel 2024 le esportazioni di riso italiano hanno sfiorato i 720 milioni di chili, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente, con la Germania primo mercato, seguita dalla Francia. In aumento anche le superfici coltivate, anche se gli effetti dei cambiamenti climatici hanno poi limitato il previsto incremento produttivo. In tale ottica Coldiretti è tornata a rimarcare l’importanza di realizzare un piano invasi con sistemi di pompaggio per assicurare alle imprese la disponibilità di acqua, particolarmente importante proprio nel caso di una coltura come il riso. Un cambio di passo a livello infrastrutturale che limiterebbe i problemi causati da siccità e alluvioni e consentire, evitando una volta per tutte di dover continuare a inseguire le emergenze.
A pesare sul futuro dei risicoltori italiani è però an che la concorrenza sleale delle importazioni dall’estero, che rischiano di essere ulteriormente favorite dalla stipula di accordi commerciali senza il rispetto del principio di reciprocità, a partire da quello con i Paesi del Mercosur. Nel dettaglio, l’Unione Europea prevede di concedere un contingente iniziale di 10.000 tonnellate di riso sudamericano a dazio zero, che crescerà progressivamente fino a 60.000 tonnellate. Una quantità che, sommata a quanto già entra con dazi agevolati (oltre il 60% dell’import), rischia di raddoppiare le attuali importazioni (circa 80.000 tonnellate l’anno). Ma a pesare è soprattutto l’assenza di reciprocità, consentendo l’ingresso agevolato di prodotti coltivati usando sostanze vietate nella Ue da decenni, come nel caso del triciclazolo. Si tratta di un pesticida bandito nell’Unione Europea nel 2016 ma ancora oggi largamente utilizzato in Brasile e in India che, assieme al Pakistan, detiene il primato europeo per notifiche su riso contaminato da fitofarmaci proibiti.
La Commissione Europea ha peraltro recentemente annunciato l’intenzione di riaprire i negoziati per un accordo di libero scambio proprio con il Paese indiano, che è il maggior esportatore mondiale e che potrebbe così inondare il mercato Ue di prodotto a dazio zero, con il rischio di mettere all’angolo quello nazionale. Ma resta sospesa anche la richiesta del Pakistan del riconoscimento Igp per il riso basmati, che Coldiretti e Filiera Italia sono riuscite per il momento a bloccare. Un’eventualità che porterebbe a un crollo della valorizzazione del riso di tipo Indica europeo e all’abbandono della coltivazione del lungo B, senza che sia garantito anche qui il principio di reciprocità in termini di sostenibilità sociale ed ambientale nel processo di produzione del riso nel Paese asiatico.
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