(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2025 - (AGENPARL) – Fri 04 April 2025 Dalle seguenti Associazioni: Associazione Vivaisti Italiani, Cia
Agricoltori Italiani, Cna Toscana Centro, Coldiretti, Confagricoltura
Pistoia, Confartigianato Pistoia, Confcooperative Toscana Nord,
Confesercenti Pistoia, Confcommercio Pistoia Prato, Confindustria Toscana
Nord
*Le organizzazioni di categoria: basta agire in base alle emergenze,
occorrono pianificazione e dati certi *
Abbiamo partecipato, come associazioni che rappresentano tutti comparti
produttivi del territorio, a un incontro indetto dalla provincia di
Pistoia, la cui convocazione aveva ad oggetto la “proposta per interdizione
al transito mezzi pesanti sulla SR435 Lucchese”. Il tratto interessato al
dibattito sarebbe stato – si precisava – il cavalcavia di Serravalle
Pistoiese, sopra il torrente Nievole.
Alla riunione del 2 aprile siamo stati accolti dal presidente della
Provincia Luca Marmo, dalla consigliere alla viabilità Lisa Amidei, dal
Sindaco di Serravalle Piero Lunardi con l’assessore competente Maurizio
Breschi. Il nostro interesse sul tema era amplificato dalla situazione in
cui attualmente versa il nostro territorio, con la SP 9 San Baronto
interrotta al traffico e che lo rimarrà a tempo indeterminato almeno per i
mezzi pesanti; già oggi una via di comunicazione è quindi preclusa per le
aziende che operano in quella porzione della provincia.
Per questo motivo ci ha sorpreso apprendere che non di proposta si
trattava, poichè la decisione di impedire perlomeno ai mezzi di maggior
portata (autoarticolati e bilici) anche quel tratto della SR435 è già stata
assunta, e che eravamo convocati semplicemente per informare la
rappresentanza delle imprese.
Da parte nostra, abbiamo descritto la criticità di una simile iniziativa,
che di fatto si traduce in un aggravio di costi per le aziende e in una
maggior complessità nell’organizzare la filiera delle consegne; non abbiamo
ricevuto effettive rassicurazioni che si tratterà di una soluzione
temporanea, e comunque i tempi ipotizzabili (legati a interventi di
raddoppio sul ponte di Serravalle) sarebbero tali che di fatto per le
imprese sono insostenibili. L’unica soluzione realmente percorribile
rimarrà quella di imboccare l’autostrada a nord o a sud del punto in esame
(casello di Pieve o Nievole o casello di Pistoia) già oggi ingolfata di
traffico, a maggior ragione dopo le frane che hanno colpito il San Baronto.
La mancanza di una visione di futuro del territorio che si governa e quindi
di programmazione non può far ricadere l’emergenza totalmente sui
cittadini, per fare ciò non occorre nessuna competenza e tantomeno non
occorre assumersi nessuna responsabilità; provvedimenti che provocano una
menomazione dell’infrastruttura della viabilità stradale della provincia di
Pistoia così importante vanno prese sulla base di una attenta analisi dei
flussi veicolari e dei tratti attenzionati.
Ci sono inoltre più tratti interessati a criticità simili a quelli del
Comune di Serravalle, ad esempio quello del Comune di Pescia ove, da
notizie recenti, apprendiamo che il Ponte all’Abate verrà a breve riaperto,
intanto a una corsia poi a due, ma non per il trasporto pubblico locale e
i mezzi superiori a 3,5 tonnellate. Per questi l’agibilità del viadotto è
rinviata sine die; ancora una volta si chiede al mondo produttivo di pagare
il gap infrastrutturale di cui è – come tutti – vittima.
Pensiamo invece che sia questo il momento di lavorare per trovare soluzioni
affinché le Imprese restino sul nostro territorio invece di misurare
continuamente il limite massimo della loro esasperazione; per questo motivo
chiediamo alle Amministrazioni di soprassedere all’assunzione del
provvedimento e di procedere con metodologie più analitiche e approcci più
concertativi.
Pistoia, 4 aprile 2025
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allegati possono essere riservate e sono, comunque, destinate
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