
(AGENPARL) – ven 28 febbraio 2025 MATTIA FURLAN: “CONTINUITA’ CON IL LAVORO DI QUESTI ANNI
In occasione del Consiglio federale del 22 febbraio è stato nominato CT della BMX race
ROMA – Mattia Furlan, 32 anni il prossimo giugno, raccoglie l’eredità di Tommaso Lupi, che al termine del quadriennio ha lasciato la guida della Nazionale BMX race per seguire altri progetti. Un’eredità nel solco della continuità, essendo stato Furlan il più stretto collaboratore del tecnico veneto dal 2021, anno in cui ha lasciato l’attività agonistica per seguire il progetto di una Academy proprio dedicata alla specialità nella quale ha gareggiato fin da giovanissimo. E’ stato nominato CT in occasione del Consiglio federale del 22 febbraio.
Mattia, a che punto è il bmx race italiano?
“Siamo, secondo me, ad un passaggio fondamentale. I numeri non sono quelli di altre nazioni, ma in questi anni il movimento è cresciuto notevolmente e la qualità del lavoro di diverse società sportive è ottimo. Certamente abbiamo ancora margini di crescita, ma la base di partenza è elevata. Pietro Bertagnoli che ha sfiorato la finale olimpica a Parigi con il suo nono posto ha dato entusiasmo a tutti noi che abbiamo lavorato in questi anni. Non possiamo che ripartire da quanto di buono è stato fatto fino ad oggi.”
Quali sono gli obiettivi di questa stagione?
“La Nazionale si deve porre sempre obiettivi ambiziosi e lo possiamo fare perché abbiamo un gruppo di atleti, in tutte le categorie, in grado di puntare in alto. Stiamo crescendo anche nel settore femminile. Accanto a Francesca Cingolani, che correrà ancora tra le U23, quest’anno possiamo lavorare anche con la junior Alice Braghi e con Marika Gaiazzi. Un bel segnale per il movimento, che non punta più solo su una singola atleta. Per quanto riguarda gli obiettivi, logicamente sono gli Europei in Lettonia e i Mondiali di Copenaghen.”
Quali saranno i passaggi fondamentali ai fini della selezione
“Abbiamo la fortuna di iniziare la stagione europea a Verona a fine marzo. Sarà un passaggio importante per capire molte cose. Per quell’appuntamento le mie convocazioni partono da atleti che sono usciti a raggiungere almeno una finale internazionale nella loro categoria l’anno scorso oltre ad alcuni innesti che valuterò strada facendo.”
Cosa manca al nostro movimento per riuscire a raggiungere il vertice