(AGENPARL) - Roma, 9 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – gio 09 gennaio 2025 **Istituita la Zona logistica semplificata Toscana, Giani e Marras: “Atto
atteso da tempo”**
/Scritto da Federico Taverniti, giovedì 9 gennaio 2025 alle 17:35/
Completato il procedimento per l’istituzione della ZLS Toscana con
l’approvazione del decreto istitutivo del Consiglio dei ministri, atto che
conclude un iter avviato nel 2020.
“Attendevamo da tempo questo atto da parte del governo – hanno spiegato
il presidente Eugenio Giani e l’assessore a economia e turismo Leonardo
Marras -. La Toscana aveva predisposto e inviato a Roma la propria proposta
tecnica e approvato l’ultima versione nell’aprile del 2024, recependo le
modifiche tecniche richiesta dal Consiglio dei ministri. Purtroppo il
apparso solo recentemente sul sito del Dipartimento per le Politiche di
coesione e per il Sud, ha fatto perdere tempo prezioso alle imprese toscane
per il pieno utilizzo degli incentivi che il governo non ha rinnovato”.
“Finalmente il percorso è stato completato – hanno aggiunto Giani e
Marras – e la Toscana si farà trovare pronta per cogliere tutte le
opportunità che potranno derivare dall’istituzione della ZLS, in
particolare per le aree della zona costiera, con le aree di crisi
industriale complessa di Livorno e Piombino, e l’area di crisi industriale
della Provincia di Massa-Carrara. Faremo la nostra parte per recuperare il
ritardo con la convocazione a breve di tutti gli attori del sistema, per
dare seguito all’istituzione degli organi politici e tecnici della ZLS e
per avviarne l’operatività”.
Le Zone logistiche semplificate, insieme alle Zone economiche speciali,
sono due strumenti introdotti dal governo nel 2018 che danno la
possibilità alle Regioni di individuare delle zone funzionali basate sulle
infrastrutture portuali, in cui si applicano condizioni incentivanti e
amministrative particolarmente favorevoli alle imprese, per una durata
massima di 7 anni prorogabili per ulteriori 7. Zes e Zls seguono modelli
oramai diffusi a livello europeo e mondiale che puntano a migliorare la
produttività di intere aree, aumentare l’occupazione e lo sviluppo
economico e sociale regionale, potendo contare, e sviluppando, un sistema
logistico interconnesso ed efficace. Si sviluppano così aree a forte
capacità produttiva, in cui si instaurano regimi economico-giuridici
favorevoli in deroga alla normativa ordinaria, strettamente connesse con i
principali poli logistici (porti, interporti). In tali aree opera inoltre
il credito di imposta a sostegno investimenti previsto dall’art.13 del
decreto legge 60/2024.
In Toscana è stata configurata una struttura di Zls ‘policentrica’, che
punti cioè a coinvolgere ed integrare funzionalmente, a partire dalle 4
aree portuali della Costa (Livorno, Piombino, Marina di Carrara,
Portoferraio), le altre principali infrastrutture logistiche regionali
quali l’interporto toscano Amerigo Vespucci di Guasticce a Livorno e
l’aeroporto di Pisa come nodi di prossimità, nonché l’interporto Toscana
centrale di Prato come nodo di collegamento modale.
Si chiude così un lungo iter che dovrebbe portare ad un miglior
coordinamento sui temi della economia e della logistica come fase
strategica e cruciale della organizzazione della produzione sul territorio
regionale. L’intuizione originale, di proporre una unica ZLS che comprende
l’intera filiera logistica costiera, con il raccordo del Polo logistico
pratese, dovrà celermente prendere corpo con la definizione della
governance e l’insediamento dei vari organismi previsti dalla disciplina
nazionale.
La Regione ha inviato la prima proposta tecnica di istituzione a luglio
2020. Pochi mesi dopo, novembre 2020, la risposta dal Governo contenente
alcune osservazioni immediatamente recepite e inserite nella seconda
versione, inviata a febbraio 2021. Si arriva quindi a giugno dello stesso
anno, con un’altra richiesta di ulteriori modifiche e con l’invio, a fine
novembre 2021, della terza versione. Quindi, dopo aver apportato ulteriori
modifiche previste a livello europeo, l’invio della quarta proposta, a
giugno 2022. Trascorsi quasi due anni si è arrivati alla quinta proposta
che ha recepito alcune modifiche marginali richieste dal Ministero
dell’economia e delle finanze.
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