(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mer 08 gennaio 2025 **Il giudice del lavoro riconosce il diritto della Consigliera di Parità
ad agire in giudizio**
/Scritto da Antonio Cannata, mercoledì 8 gennaio 2025/
“La Corte di Appello di Firenze Sezione Lavoro, ribaltando la decisione
di primo grado, ha riconosciuto la legittimazione della Consigliera di
Parità ad agire in giudizio su azione collettiva relativamente a
controversie riguardanti diritti e tutele delle lavoratrici connessi
all’orario di lavoro e alle pause nel corso della prestazione, oltre ad
aver disposto in suo favore il risarcimento del danno in misura non
trascurabile”.
Lo rende noto Maria Grazia Maestrelli, consigliera di parità della Regione
Toscana, all’indomani della sentenza con cui la Corte di Appello di Firenze
ha condannato per condotta discriminatoria una società assicurativa che
aveva negato a dipendenti madri di figli minori o con familiari bisognosi
di assistenza la riduzione della pausa pranzo al fine di consentire
l’uscita anticipata dal luogo di lavoro.
A promuovere il ricorso in appello era stata la stessa Consigliera di
Parità toscana, assistita dalle avvocate Lisa Amoriello e Irene Romoli.
Nell’accoglimento del ricorso, la Corte ha anche condannato la società a
un risarcimento del danno di 10mila euro in favore della consigliera di
parità e al pagamento delle spese sia del primo sia del secondo grado di
giudizio.
“Oltre alla grande soddisfazione di vedere accolta nel merito l’istanza e
in attesa delle motivazioni, la sentenza ci pone di fronte a un fatto
nuovo: le donne lavoratrici sono meno sole avendo al loro fianco figure
istituzionali e strumenti ulteriori per far valere i propri diritti”,
commenta la Consigliera mentre sottolinea i “tratti innovativi” del
verdetto della Corte sul piano procedurale.
“Questa decisione ha un grande significato, perché – spiega Maestrelli –
il riconoscimento della legittimazione delle Consigliere di parità ad
agire, assieme alla condanna della società al risarcimento del danno, dà
più forza alle tutele delle donne lavoratrici, a partire dalla
conciliazione dei tempi vita-lavoro”.
“Mi auguro che la sentenza possa fare da precedente e costituisca la base
di un futuro indirizzo consolidato”, conclude la Consigliera di Parità
toscana, facendo sapere che “la somma a titolo di risarcimento del danno
sarà, una volta riscossa, messa a disposizione del budget istituzionale di
funzionamento della Consigliera di parità”.
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