(AGENPARL) - Roma, 7 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mar 07 gennaio 2025 **In provincia di Pisa parte “Cross”, il progetto per combattere gli
stereotipi di genere**
/Scritto da Antonio Cannata, martedì 7 gennaio 2025/
Dall’elaborazione dei bilanci di genere in alcuni Enti locali del
territorio alle attività di sensibilizzazione nelle scuole sull’educazione
alle differenze e alla parità per coinvolgere fino a 5mila studentesse e
studenti e numerosi docenti. Sono le principali azioni attraverso cui si
articolerà “Cross” (Costruire Relazioni e Orizzonti Senza Stereotipi),
progetto triennale della Provincia di Pisa sostenuto dalla Regione
nell’ambito del rifinanziamento della sua legge sulla Cittadinanza di
genere (l.r. 16/2009).
“Cross” è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza
stampa a Pisa nella sede dell’ente in via Nenni dall’assessora regionale
all’istruzione e alle pari opportunità Alessandra Nardini e dal presidente
Massimiliano Angori. Grazie alla partecipazione allo specifico bando
regionale lanciato nella scorsa primavera, ha ottenuto un contributo di
oltre 592mila euro e sarà avviato a partire dal mese di marzo.
Con i bilanci di genere le Amministrazioni che verranno individuate secondo
modalità fissate dall’ente provinciale analizzeranno l’impatto che nei
prossimi anni avranno le politiche pubbliche sul fronte della promozione
dell’uguaglianza di genere e avranno uno strumento ulteriore per la
programmazione delle proprie scelte.
Le attività nelle scuole invece coinvolgeranno tutte le 4 Conferenze
zonali per l’educazione e l’Istruzione presenti nel territorio provinciale.
Saranno realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole
dell’infanzia fino alle scuole secondarie di secondo grado, anche in
collaborazione con le realtà del terzo settore del territorio.
In cantiere ci sono laboratori di sensibilizzazione sui temi degli
stereotipi di genere, della parità e dell’educazione alle differenze,
laboratori pomeridiani inter-istituto nelle scuole primarie e secondarie di
I grado, attività di orientamento, con particolare attenzione al genere,
nella fase di scelta della scuola secondaria di secondo grado e negli
ultimi anni di quest’ultima, in vista del percorso post diploma. Nel
progetto rientrano anche attività di ricerca azione per educatrici,
educatori, docenti e personale della scuola sulla decostruzione degli
stereotipi e sull’insegnamento-apprendimento delle tematiche di genere,
nonché percorsi di sensibilizzazione delle famiglie e delle figure di cura
dei/delle bambini/e, a partire dai nidi dell’infanzia.
“Il rifinanziamento della legge 16 sulla Cittadinanza di genere è stato
un impegno centrale in questa legislatura”, ha affermato l’assessora
Alessandra Nardini, sottolineando come “già nel 2022 avevamo
rifinanziato la legge, con un avviso che avevamo definito sperimentale
destinando complessivamente alle Province toscane 800.000 euro, risorse
residue della vecchia programmazione FSE 2014-2020. Visto l’interesse
manifestato e le ricadute positive sui territori di queste progettualità,
manteniamo l’impegno che ci eravamo presi: rendere strutturale il
rifinanziamento del bando legge 16 per dare continuità alle azioni portate
avanti e lo facciamo grazie alla programmazione FSE+2021-2027”.
“Quello che presentiamo oggi – ha spiegato Nardini – è dunque un
progetto relativo ad un bando triennale finanziato a livello regionale con
risorse che sono più che raddoppiate rispetto alla prima sperimentazione,
ovvero 5.7 milioni di euro. In questo bando abbiamo scelto di concentrarci
su due azioni a nostro avviso strategiche: sostenere gli Enti locali che,
attraverso lo strumento del bilancio di genere, intendono analizzare ed
essere quindi poi anche disponibili a rimettere in discussione le proprie
scelte amministrative al fine di garantire pari opportunità e uguaglianza
nei diritti; promuovere percorsi di sensibilizzazione nelle scuole perché
crediamo che sia fondamentale innescare quel cambiamento culturale urgente
e non più rinviabile che consenta alla nostra società di superare
disuguaglianze e discriminazioni destrutturando pregiudizi, stereotipi e
ruoli di genere fin dai primi mesi di vita. Confermare questa azione come
obbligatoria per accedere ai finanziamenti, rappresenta una chiara scelta
politica: il patriarcato esiste e lo si sconfigge cambiando la cultura, con
l’educazione”.
“Sono contenta che la Provincia di Pisa abbia deciso di portare avanti
entrambe le azioni e mi auguro che tante scuole e tanti enti locali
aderiscano”, ha commentato l’assessora facendo notare che: “C’è una
modifica in questo bando, a cui tengo particolarmente, a maggior ragione in
un territorio come quello pisano: abbiamo eliminato, rispetto al bando
sperimentale del 2022, la necessità dell’accordo territoriale, quindi di
fatto il consenso delle Amministrazioni comunali, per poter mettere in
campo i progetti di sensibilizzazione nelle scuole. Tradotto: la Giunta del
capoluogo pisano stavolta, anche se volesse, non potrà bloccare, come
invece ha fatto nel 2022, i progetti negli istituti scolastici della
città, visto che saranno solo le scuole, nel rispetto della propria
autonomia, a scegliere se aderire o meno”.
“Non è infatti accettabile – ha proseguito – quello che è successo in
passato nella città di Pisa, progetti di educazione alle differenze e alla
parità non possono essere bloccati solo perché la destra ha bisogno di
portare avanti una crociata ideologica contro la fantomatica ed inesistente
teoria gender pensando così di racimolare qualche voto. Ne va della
possibilità di liberare le nuove generazioni da pregiudizi, stereotipi e
ruoli di genere che ancora oggi permangono nella nostra società e che non
siamo ancora riusciti a destrutturare, con i risultati che conosciamo:
discriminazioni e disuguaglianze in vari ambiti, a partire dal mondo del
lavoro, dove le donne vengono pagate meno dei colleghi uomini, sono
relegate principalmente in alcune professioni mentre altri restano
appannaggio principalmente maschile, soffitti di cristallo difficili da
infrangere, fino al drammatico fenomeno della violenza contro le donne,
nelle varie forme in cui essa si presenta”.
“Vogliamo sconfiggere il patriarcato che, a differenza di quello che
afferma il Ministro Valditara, esiste ancora eccome- ha concluso Nardini -.
Noi donne lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, e la scuola in
questa battaglia può dare un contributo straordinario. Il rifinanziamento
della legge regionale sulla Cittadinanza di genere rappresenta la scelta,
che orgogliosamente rivendico, di provare fino a fondo a fare la nostra
parte in questa battaglia di civiltà”.
“La finalità generale del nostro progetto calato sul territorio, in base
alla procedura finanziata dell’ente regionale che ringraziamo – ha
osservato il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori – è
quello di promuovere una partecipazione equilibrata di donne e uomini al
mercato del lavoro, parità di condizioni di lavoro e un migliore
equilibrio tra vita professionale e vita privata, anche aumentando le
opportunità di accesso a servizi di assistenza all’infanzia e alle persone
non autosufficienti. L’obiettivo specifico è rafforzare la diffusione
della cultura di genere attraverso la promozione del bilancio di genere da
parte degli enti locali toscani, per i quali individueremo dai 2 ai 5 enti
tramite apposito avviso. Accanto a questa, c’è poi la sensibilizzazione e
educazione alle differenze di genere nei contesti scolastici: un obiettivo
primario nella nostra società contemporanea per innescare una nuova
cultura sul tema, fondamentale nel periodo storico che stiamo attraversando
in cui i delitti di genere imperversano come ci raccontano cronache locali
e nazionali”.
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