(AGENPARL) - Roma, 2 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – gio 02 gennaio 2025 **Infermiere di comunità, la Toscana vara le linee guida per la
formazione**
/Scritto da Antonio Cannata, giovedì 2 gennaio 2025 alle 14:24/
La Toscana definisce il percorso di formazione per l’Infermiere di Famiglia
e di Comunità, figura chiave del nuovo modello di assistenza territoriale
cui si ispira sempre più il servizio sanitario regionale.
Nel 2018 la Toscana è stata la prima regione ad introdurre questa figura
nel sistema sanitario pubblico, prevedendo percorsi di formazione che sono
stati sviluppati dalle singole aziende.
Ora, con il decreto del Ministero della Salute (77/2022) che riorganizza i
modelli di assistenza sanitaria e sociosanitaria e le “Linee di indirizzo
Infermiere di Famiglia o Comunità” elaborate da Agenas, l’Agenzia
nazionale per i servizi sanitari, arriva un impulso importante a rafforzare
ulteriormente il modello organizzativo. Passaggio che per la Toscana
significa anche far tesoro della formazione già erogata dalle aziende
sanitarie sin dall’istituzione di questa questa nuova figura professionale,
sia dell’esperienza maturata da coloro che già lavorano come infermieri di
famiglia e comunità.
La nuova delibera infatti individua due tipologie di percorsi: quello
rivolto a coloro che si avviano a diventare Infermiere di comunità e
quello per coloro che già svolgono questo ruolo.
Il primo è composto da un corso di 110 ore, di cui 60 di teoria in parte
regionale in parte aziendale, 40 di stage/laboratorio, 10 di project work.
Il secondo consiste in 10 ore di aggiornamento tecnico-normativo. Nell’atto
vengono delineate anche le competenze principali acquisite dall’infermiere
di famiglia e comunità grazie ai moduli formativi.
L’assessore Bezzini sottolinea l’importanza della delibera. “Rendendo
omogeneo il quadro formativo in tutta la Regione, facciamo compiere un
ulteriore passaggio cruciale allo sviluppo della sanità territoriale,
nella quale l’infermiere di famiglia e di comunità riveste un ruolo
fondamentale”. “E’ un professionista – prosegue – che offre un
contributo rilevante per un sistema sanitario pubblico e universalistico
come quello toscano. La definizione del percorso di formazione regionale
significa rafforzare la costruzione di un servizio più vicino alla
popolazione e capace di dare risposte differenziate alle esigenze della
popolazione, a seconda delle età, dei bisogni e degli specifici territori
di riferimento”.
Le singole Aziende sanitarie, prevede la delibera, potranno integrare
annualmente nei propri Piani di Attività Formativa, eventi volti al
mantenimento delle competenze e/o risposte a fabbisogni formativi
emergenti.
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