(AGENPARL) - Roma, 26 Novembre 2024 - (AGENPARL) – mar 26 novembre 2024 **La Toscana delle Donne, il quadro di Irpet sulle imprese agricole
femminili**
/Scritto da Redazione, martedì 26 novembre 2024 alle 17:24/
Un terzo delle imprese agricole toscane sono guidate da donne. Sono aziende
strutturate, non attività secondarie. Molte lavorano nell’olivicoltura,
frutticoltura e vitivinicoltura. L’aumento della loro presenza nel settore
è frutto del processo di professionalizzazione che ha riguardato tutto il
settore. Sono alcuni degli spunti emersi da una ricerca di Irpet (curata da
Sara Turchetti e Natalia Faraoni) presentata oggi pomeriggio a Palazzo
Strozzi Sacrati nel corso di un incontro, inserito all’interno de La
Toscana delle donne, su sviluppo rurale e imprenditoria femminile.
Le aziende agricole femminili in Toscana si caratterizzano per una
dimensione media più contenuta rispetto a quelle guidate da uomini (10
ettari contro 13,7). In generale gli uomini guidano le realtà più grandi.
Su 50 mila aziende totali, 1/3 è guidato da donne. Il numero non è
aumentato rispetto al 2010; quello che è aumentato è il numero di ore
lavorate dalle donne, rendendo di fatto le loro attività non secondarie,
di integrazione del reddito, ma strutturate. Lavorano in prevalenza nelle
colture legnose agrarie mentre il vivaismo è un settore prettamente
maschile. Molte lavorano nell’olivicoltura e nella frutticoltura; buone
quote anche nella vitivinicoltura. Non lavorano molto per conto terzi,
essendo molto più specializzate nelle attività non meccanizzate.
L’incidenza delle donne che si dedicano ad attività connesse, come
agriturismo ed energia solare, è leggermente superiore a quella maschile
(16% contro 15%). Sul fronte delle competenze, le imprenditrici mostrano
livelli di istruzione variegati: il 24,8% ha un diploma tecnico agrario, e
il 9,9% ha una laurea agraria, un dato superiore alla media maschile.
Questi numeri evidenziano una crescente professionalizzazione delle donne
nel settore. È venuto meno il ruolo di coadiuvanti dell’impresa agricola,
come era il caso della moglie che aiutava il marito. Adesso le donne sono
diventate imprenditrici.
Nonostante i progressi, le imprenditrici devono affrontare ostacoli
significativi, come la difficoltà di accesso al credito (57%) e la bassa
redditività (47,8%). L’indagine sottolinea anche una maggiore propensione
delle donne a investire in sostenibilità, ad esempio, tramite pratiche di
agricoltura biologica (37,1%) o riduzione degli input chimici (33,8%).
“Sono numeri incoraggianti – ha commentato la capo di Gabinetto del
presidente Cristina Manetti – che mostrano un consistente aumento delle
donne nel mondo agricolo. Un mondo che sta riscoprendo l’importanza della
figura femminile, in particolar modo nella gestione di molte realtà. Con i
bandi Feasr la Regione sta cercando di incentivare ancor più la loro
presenza attraverso l’inserimento di criteri di premialità”.
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