(AGENPARL) - Roma, 12 Novembre 2024 - (AGENPARL) – mar 12 novembre 2024 **Giani: “Rinnovare la memoria degli attentati degli anni bui è un
dovere civico”**
/Scritto da Tiziano Carradori, martedì 12 novembre 2024 alle 12:54/
A cinquanta anni da quel tragico 4 agosto del 1974, quando una bomba
esplose a bordo del treno Roma-Brennero diretto a Monaco di Baviera, in
viaggio sulla linea Firenze-Bologna provocando 12 morti e 44 feriti, la
Regione Toscana ha voluto ricordare quella strage, con la presentazione del
libro “La ragnatela nera. L’eversione di destra e la strage
dell’Italicus”,
scritto da Alessio Ceccherini, professore fiorentino di storia e filosofia.
“Rinnovare la memoria degli attentati degli anni bui – ha detto il
presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – è un dovere civico. E lo
è ancor di più quando, come in questo caso, siamo di fronte ad una strage
tuttora impunita nei suoi autori. Noi lo facciamo in maniera strutturale e
continuativa attraverso il nostro settore dedicato alla Cultura della
Legalità, che organizza numerose iniziative in questo senso ed è dotato
di una ricca biblioteca aperta a studiosi, studenti, insegnanti e semplici
cittadini”.
L’attentato all’Italicus scosse profondamente il Paese, già provato due
mesi prima dalla bomba fatta esplodere in Piazza della Loggia provocando
otto morti e un centinaio di feriti durante una manifestazione
antifascista.
La particolarità della ricerca condotta dal professor Ceccherini è quella
di collocare la strage dell’Italicus nel suo contesto storico secondo un
“prima” e un “dopo”, interpretandola come apice nell’attacco del
terrorismo di destra alla metà degli anni Settanta. Riemerge lo
stillicidio dimenticato degli attentati minori che incide sul quadro
politico e sociale del Paese dal 1973 fino alla metà del 1975.
Numerosi di questi attentati avvennero anche in Toscana; come nel caso
della strage ferroviaria fallita a Vaiano il 21 aprile 1974, di quella
sventata a Incisa Valdarno il 12 aprile 1975 o come le bombe che
angosciarono Viareggio durante il carnevale del ’75.
Il libro attinge dagli atti processuali per analizzare un fenomeno
caratterizzato da una perdurante omertà e da numerosi depistaggi. A tale
scopo sono state utilizzate le carte degli apparati di sicurezza, comprese
quelle recentemente declassificate e presenti negli Archivi dello Stato. A
questo materiale si intrecciano gli atti parlamentari (dalle sedute delle
Camere, alla documentazione delle Commissioni parlamentari d’inchiesta) ela
stampa, fondamentale per restituire vividezza alla dimensione sociale e
misurare la reazione della società civile alla minaccia eversiva.
“Siamo orgogliosi – ha detto l’assessore regionale alle politiche per la
sicurezza e alla cultura della legalità, Stefano Ciuoffo – di ospitare
questa presentazione e di farlo alla presenza di numerosi studenti.
Attraverso il bel lavoro dell’autore ripercorriamo il clima e gli
avvenimenti, nazionali ed internazionali, in cui nacque la strage. Il
nostro auspicio è che si possa giungere ad individuare i colpevoli e non
ci si accontenti di aver attribuito questo attentato all’estrema destra
eversiva. La ricerca della verità, oltre che il ricordo ragionato della
nostra storia recente, devono guidarci nel nostro impegno di salvaguardare
le basi della democrazia, contro ogni tentativo di eversione e contro ogni
ricorso alla violenza”.
“Siamo purtroppo di fronte – commenta l’autore del libro, Alessio
Ceccherini, docente di storia e filosofia al Liceo Agnoletti di Sesto
Fiorentino – cinquant’anni dopo quel periodo di attentati, stragi ed
eversione, ad un quadro politico in cui c’è ancora chi non considera
superata quella visione eversiva e ideologica, a partire dai simboli che
venivano usati. Eppure l’allarme sociale che quei fatti suscitarono,
purtroppo è ancora attuale e con questo dobbiamo fare i conti”.
Nel corso dell’iniziativa ha preso la parola anche Franco Sirotti, fratello
minore di Silver, il ferroviere 24enne che ha dato la vita per cercare di
soccorrere i feriti nell’attentato e che per questo è stato insignito
della medaglia d’oro al valore civile alla memoria.
“E’ mia e nostra intenzione – ha annunciato Franco Sirotti – prima di
tutto costituire l’associazione tra i familiari delle vittime della strage
dell’Italicus e poi adoperarci per riaprire il processo che porti
all’individuazione degli autori materiali dell’attentato. Vorrei che il
ricordo di quei fatti, e del sacrificio di mio fratello sia codificato e il
suo sacrificio valorizzato. E’ per questo che continuo a portarlo nelle
scuole, nei circoli e nei centri sociali. Perchè la memoria passa dalla
scuola e dal rapporto prima di tutto con i giovani”.
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