(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2024 - (AGENPARL) – ven 02 agosto 2024 Anno XXIV
Numero 826.24
Dal 30 agosto al 3 novembre 2024 torna a Monopoli PhEST – Festival internazionale di
fotografia e arte. Il tema della IX edizione è IL SOGNO. Mostra madrina: Man Ray – “La
Révolution du regard”
Link materiali stampa
PhEST, il Festival internazionale di fotografia e arte riconosciuto per la sua capacità di integrare
differenti mondi e visioni, torna ad affascinare il pubblico con una programmazione immaginifica
incentrata sul SOGNO tema chiave di questa nona edizione con una retrospettiva dedicata a MAN
RAY in occasione del centenario del Manifesto del Surrealismo. 33 mostre e installazioni di artisti
internazionali, un ricco colophon di partnership e collaborazioni, un’inedita music line-up,
un’autorevole presenza di lecturer ed esperti del settore, una residenza d’artista internazionale,
workshop e visite guidate con artisti che esplorano temi contemporanei e prospettive globali. Dal 30
agosto al 3 novembre 2024, la città pugliese di Monopoli diventerà un luogo di dialogo interculturale
e le sue strade, le piazze, i palazzi storici e le antiche chiese offriranno ai visitatori e ai tanti
appassionati un’esperienza immersiva ed onirica.
Il Sogno è il tema centrale della IX edizione di PhEST. Nell’anno in cui si celebrano i 100 anni del
Surrealismo, il cui primo manifesto fu scritto nel 1924 da André Breton, l’edizione 2024
di PhEST celebra l’onnipotenza del sogno, il gioco disinteressato del pensiero e lo esplora in tutte le
sue forme. Per l’occasione PhEST vuole rendere omaggio a Man Ray, uno dei massimi interpreti
della poetica surrealista nonché autore di una proposta fotografica in grado di stravolgere l’impiego
del mezzo attraverso una assidua sperimentazione tecnica e innovativi approdi estetici che
cambieranno per sempre la storia della fotografia. In collaborazione con l’Archivio Storico delle Arti
Contemporanee de La Biennale di Venezia, PhEST espone una selezione di fotografie originali tratte
dalla mostra “Man Ray, testimonianza attraverso la fotografia” presentata in occasione della
Biennale di Venezia 1976. La selezione delle opere della mostra antologica “La révolution du
Regard”, a cura di Roberto Lacarbonara e Giovanni Troilo, costituisce un piccolo compendio della
vasta esplorazione del medium fotografico, dagli studi sul volto, sul corpo, sulle forme, alle tecniche
di stampa in camera oscura di cui Man Ray fu pioniere, come la solarizzazione e la rayografia.
“Le strade sono piene di artigiani ammirevoli, ma di pochi sognatori pratici diceva Man Ray, ma noi
quest’anno di sognatori pratici da tutto il mondo riempiremo le strade di Monopoli”. Così dichiara
il direttore Artistico Giovanni Troilo.
La mostra avrà sede nel prestigioso Castello Carlo V ma tutta la città sarà coinvolta nella
manifestazione. Sono attese esposizioni e allestimenti a Palazzo Martinelli, nella Casa Santa e le sue
Stalle, nella Chiesa della SS. Pietro e Paolo e in quella di Sant’Angelo in Borgo, new entry
dell’edizione fresca di restauro. A Palazzo Palmieri, quartier generale del festival, sarà allestita
la Warka Tower. Progettata dall’architetto Arturo Vittori e presentata alla Biennale di Venezia nel
2012, la Warka Tower è una struttura alta circa 10 metri che raccoglie acqua dall’aria tramite
condensazione. Costruita con materiali naturali come bambù e rete di polipropilene, può raccogliere
fino a 100 litri al giorno senza elettricità, offrendo una soluzione sostenibile per comunità in regioni
aride.
Agierrefax Agenzia Giornalistica a cura del Servizio Stampa della Giunta Regionale
Direttore responsabile: Elena Laterza.
Redazione: Antonio Rolli, Livio Addabbo, Paolo Inno, Simona Loconsole, Nico Lorusso, Anna Memoli, Alessandro Scolozzi.
Iscrizione al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n.1390 del 29/10/1998
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Tra le vie e le piazze saranno allestite mostre con la curatela fotografica di Arianna Rinaldo e
installazioni con la curatela per l’arte contemporanea di Roberto Lacarbonara.
Per la fotografia verranno proposte mostre di Nariman Darbandi, César Dezfuli, Bruce Eesly, Ismail
Ferdous, Gauri Gill & Rajesh Vangad, Matthias Jung, Michalina Kacperak, Natalie Karpushenko,
Polina Kostanda, Peter Menzel, Serifa, Richard Sharum, Lisa Sorgini, Valentina Vannicola, Paolo
Ventura, Guillem Vidal e Jan von Holleben in residenza artistica. Molti fotografi saranno presenti nei
giorni di inaugurazione per le attese visite guidate dagli artisti.
Per l’arte contemporanea saranno presentate le opere di Pier Alfeo, Fabrizio Cicero, Davide
Monaldi.
Fotografe e fotografi, principianti e mid-career, avranno l’opportunità di iscriversi alle Letture
Portfolio per far conoscere il proprio lavoro e incontrare alcuni dei più riconosciuti esperti dei settori
della fotografia, arte ed editoria. Hanno già confermato la propria presenza: Sarah Gilbert, The
Guardian; Francesca Marani, PhotoVogue; Louise Fedotov-Clements, Brighton Photoworks; Maysa
Moroni, Internazionale; Carol Korting, Leica Fotografie Internazionale; Michela Frontino, Il
Fotografo; Wiktoria Michalkiewicz, Rezo.pl.
Intanto sul tema del SOGNO si è appena conclusa con successo la IV edizione della PhEST Pop Up
Open Call, il contest internazionale promosso insieme a LensCulture, per il quale sono stati
presentati 759 progetti da 62 paesi. Il Premio Internazionale e il Premio riservato ad un artista
residente in Puglia saranno annunciati in occasione della conferenza stampa di PhEST e si
concretizzeranno in due mostre allestite nell’ambito della manifestazione.
L’inaugurazione di PhEST è il 30 agosto in Piazza Palmieri con il DJ set di Mary Gehnyei che darà il
via a una serie di eventi musicali che porteranno sul palco e alla console i C’mon Tigre (31 agosto)
e Protopapa (1° settembre).
Regionale di Trenitalia Puglia si conferma, anche quest’anno, vettore ufficiale della IX edizione della
mostra, con tante soluzioni di viaggio offerte. L’iniziativa rientra fra le attività promosse dal
Regionale di Trenitalia in Puglia per incentivare l’utilizzo del treno per motivi di turismo, svago e
cultura. Chi raggiunge la città adriatica a bordo dei treni regionali di Trenitalia per visitare la mostra
ha diritto a un ingresso ridotto.
Ecco i fotografi internazionali che hanno accolto l’invito a partecipare alla IX edizione di PhEST:
Nariman Darbandi – “Desolated Dreams”
www.instagram.com/naridarbandi
L’artista visivo iracheno Nariman Darbandi crea immagini e video 3D sorprendenti ma malinconici
ispirati ai cliché del cinema occidentale. La sua principale fonte di ispirazione è l’atmosfera
americana che vede nei film e nei programmi TV. Il suo obiettivo è evocare un senso di nostalgia,
meraviglia e curiosità negli spettatori: trasportarli in tempi e luoghi diversi, suscitando ricordi e
ispirandoli a immaginare nuove storie. In definitiva, per creare una profonda connessione emotiva
che risuona e indugia con lo spettatore.
César Dezfuli – “Passengers”
www.cesardezfuli.com
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World Press Photo Award nel 2023, César Dezfuli è un giornalista e fotografo documentarista ispano-
iraniano specializzato in migrazione e diritti umani su scala internazionale. Nel 2017 PhEST presenta i
ritratti che Dezfuli realizza l’anno prima fotografando 118 persone che furono salvate da un
gommone alla deriva a 20 miglia nautiche al largo delle coste libiche. Ora, in “Passengers”, Dezfuli
rintraccia molti tra i 118 passeggeri per scoprire perché hanno lasciato i loro paesi, cosa hanno
vissuto lungo la rotta migratoria e come hanno continuato a vivere dopo essere stati salvati in mare.
Bruce Eesly – “New Farmer”
readymag.website/newfarmer/pamphlet
Bruce Eesly, artista visivo e giardiniere, vive e lavora in Germania su fotografie, archivi e immagini
generate artificialmente. Il suo lavoro mescola realtà e finzione per distorcere le narrazioni storiche
comunemente accettate. È interessato allo status della fotografia nell’era dell’intelligenza artificiale
e al suo ruolo nel plasmare il nostro rapporto con il mondo naturale. “New Farmer” si presenta come
una raccolta di fotografie documentarie degli anni ’60 che sembrano ribadire la storia di successo
della Rivoluzione Verde: la manipolazione genetica crea nuove varietà di colture che si traducono in
raccolti più grandi e migliori. Man mano che la storia si svolge, tuttavia, si percepiscono delle
incoerenze e le immagini diventano assurde.
Ismail Ferdous – “Sea Beach”
www.instagram.com/ismailferdous
Vincitore del Leica Oskar Barnack Award 2023, Ismail Ferdous è un fotografo del Bangladesh che vive
a New York. Da bambino trascorreva le vacanze con la sua famiglia sulla Cox’s Bazar Beach nel Golfo
del Bengala. Con “Sea Beach” torna in quei luoghi e per quattro anni scatta immagini che rievocano i
suoi ricordi e indagano l’attualità del consumismo e del cambiamento climatico.
Gauri Gill & Rajesh Vangad – “Fields of Sight”
www.gaurigill.com
Gauri Gill è una fotografa indiana che fa uso della fotografia come pratica della memoria. Rajesh
Vangad è un erede dello stile pittorico Warli ed è noto per le sue opere al Craft Museum di Nuova
Delhi e al Tata Memorial Hospital e all’aeroporto internazionale di Mumbai. In “Fields of Sight” le
fotografie di Gill, inscritte dai disegni di Vangad, riconfigurano i paesaggi suggerendo aspetti vitali di
ciò che non era evidente alla vista.
Matthias Jung – “Esperanto” (selezionato tra i partecipanti al PHMuseum Grant)
jungfoto.de
Matthias Jung è un fotografo tedesco che con “Esperanto” racconta la storia di una piccola regione
del Belgio che, poco prima della prima guerra mondiale, voleva affermarsi come stato indipendente
e fare dell’Esperanto la sua lingua nazionale. Oggi, proprio sul confine tra la parte francofona e
quella fiamminga, in una zona appartenuta alla Prussia, all’Impero tedesco, al Belgio e alla Francia, si
trova un’area speciale di lingua tedesca con un proprio governo e un’ampia autonomia.
Michalina Kacperak
www.instagram.com/mkacperak
L’artista polacca Michalina Kacperak nella sua pratica fotografica lavora sia come documentarista
che come artista. La parte più importante del suo lavoro è dedicata a storie personali e complesse
che trattano temi legati all’infanzia, alla memoria, all’esclusione sociale e all’identità. “Soft Spot” è
una storia personale che racconta la storia di molti altri. Michalina è la maggiore di quattro figlie di
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padre alcolizzato, attualmente sobrio. La loro infanzia è stata una lotta costante contro la solitudine,
l’instabilità, la mancanza di intimità e un perenne senso di colpa. Soft Spot è un progetto
collaborativo, iniziato con la sua sorellina, sedici anni più giovane.
Natalie Karpushenko – “Where Dreams May Come”
https://www.natalie-karpushenko.com
Artista, fotografa e ambientalista, Natalie Karpushenko, nata in Kazakistan, lavora su due grandi
temi: la natura e l’elemento umano. Per la prima volta in Italia, le immagini sognanti di Natalie
Karpushenko sono esposte come simbolo del loro legame. Nelle sue immagini si percepisce la fluida
armonia di luce che illumina la bellezza, la profondità e la potenza del mare.
Polina Kostanda – “Polly in Wonderland”
www.pollyinwonderland.com
Polina Kostanda, artista ucraina, ha abbracciato il potere dell’intelligenza artificiale per creare arte
visiva stimolante e in grado di espandere la mente. Le opere d’arte risultanti non sono semplici
immagini digitali. Sono portali verso nuovi luoghi della percezione che invitano gli spettatori a
mettere in discussione la loro comprensione della realtà e ad abbracciare le possibilità illimitate
dell’immaginazione umana.
Peter Menzel – “Material World: A Global Family Portrait”
www.menzelphoto.com
All’inizio degli anni ’90, il fotoreporter Peter Menzel iniziò a fotografare 12 famiglie in diversi paesi
del mondo per documentare e confrontare i loro stili di vita medi e rivelare visivamente tutto ciò che
possedevano. Il progetto, che comprendeva altre 18 famiglie fotografate da colleghi fotogiornalisti, è
diventato il libro “Material World: A Global Family Portrait”.
Serifa – “Every Day Art”
www.serifa.com
I ritratti mutanti e metamorfici, prodotti in ambienti autogenerativi e facendo ricorso a modelli post-
fotografici, attingono a un immaginario underground e hip-hop, alludono alla cultura giapponese
non senza trascurare le forme della statuaria classica e della pittura rinascimentale, pur avvertendo
la provenienza dal brutalismo della figurazione selvaggia di autori come Baselitz o Lüpertz. Una
collisione tra modelli differenti che alimentano l’intelligenza artificiale e che conducono a esiti
totalmente imprevedibili, imperfetti e deformi, incompleti e rovinosi.
Richard Sharum – “Of Thee I Sing. An American Series”
https://richardsharum.com
Richard Sharum è un fotografo editoriale e documentarista texano. La mostra include le immagini di
tre progetti. “Spina Americana” si concentra su un’area geografica degli Stati Uniti, conosciuta come
“fly-over zone”, nel tentativo di offrire una chiave per comprendere meglio gli elementi unificanti del
popolo americano. “American Homicide” e “American Avenue” fanno luce sugli aspetti più violenti
della società americana e sui problemi della povertà e dei senzatetto.
Lisa Sorgini – “Terra Madre”
lisasorgini.com
Lisa Sorgini, nota per la sua ricerca di storie e immagini di maternità, si concentra sui ruoli legati alla
cura, sulle relazioni materne e familiari e indaga le percezioni e i costrutti della società, spesso in
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netto contrasto con l’esperienza vissuta. La fotografa australiana ai Tamburi, il quartiere più duro e
spietato di Taranto, trova davanti a sé madri guerriere che nutrono e proteggono, che vivono il
momento, lo rendono più carico d’amore, sicurezza e dolcezza possibili, e che oltre le “colline
avvelenate” sanno guardare. Stabilisce un contatto potente e profondo con questi fiori d’acciaio,
aderisce al loro battito, consegna la realtà che ha visto, la consegna intatta, vivida, indomita. Le sue
fotografie sono come i tatuaggi delle madri dei Tamburi, s’imprimono nella carne, e non se ne
vanno.
Valentina Vannicola – “La Processione mistica”
www.valentinavannicola.it/la-processione-mistica
Valentina Vannicola si laurea con una tesi in Filmologia presso l’Università La Sapienza di Roma e
successivamente si diploma alla Scuola Romana di Fotografia. La sua intera pratica artistica è
riconducibile al genere della staged photography. “La Processione mistica” è un’opera fotografica
che si ispira alla processione descritta da Dante nel XXIX Canto del Purgatorio. L’opera, il cui originale
lungo 7 metri è stato acquisito dal Museo MAXXI di Roma, è stata realizzata da Valentina Vannicola
ispirandosi alla Divina Commedia di Dante Alighieri.
Paolo Ventura – “Short Stories”
www.paoloventura.com/short-stories-2012-2015
Paolo Ventura è nato a Milano dove si afferma come fotografo di moda, di design e di paesaggio.
Decide poi di abbandonare la fotografia commerciale e, in un piccolissimo studio a Brooklyn, inizia a
ricostruire dei diorami sulla Seconda Guerra Mondiale, basandosi sulle storie raccontate dalla nonna
materna. Le “Short Stories” sono un ciclo di opere senza tempo realizzate nel suo studio di Anghiari,
in Toscana, dove l’artista ha costruito un piccolo palcoscenico mettendo in scena brevi e poetiche
storie per immagini. Un lavoro “teatrale”: storie di guerra, magia, abbandono. Per PhEST Ventura ha
costruito anche delle silhouette in grandezza naturale di alcuni personaggi delle storie ed esporrà i
fondali originali, i costumi e alcuni bozzetti preparatori.
Guillem Vidal – “Forgotten Playground”
www.ignant.com/2020/06/16/guillem-vidal-photographs-the-forgotten-playgrounds-invaded-by-
nature/
Guillem Vidal utilizza il linguaggio fotografico per sviluppare il suo lavoro personale, che si sviluppa
prevalentemente nel campo del paesaggio. In esso mostra l’intervento umano nell’ambiente
naturale come generatore di paesaggio e, soprattutto, la lotta della natura per invertire questo
intervento. I parchi giochi abbandonati sono una metafora dell’oblio: di quella incapacità
caratteristica della fase adulta della vita umana, quella in cui il ludico resta solo come un ricordo.
Questi spazi di gioco, per bambini o adulti, vengono invasi dalla natura nel lento processo della sua
trasformazione in rovina.
Jan von Holleben – “All Humans Be Cats”, Residenza d’artista PhEST 2024
www.janvonholleben.com
PhEST racconterà i sogni e le aspirazioni dei bambini monopolitani con il progetto All Humans Be
Cats, realizzato in residenza artistica da Jan von Holleben, fotografo tedesco di fama internazionale
che dedica gran parte della sua ricerca al concetto di “homo ludens”, un mix di teoria pedagogica e
personali esperienze di gioco e ricordi d’infanzia. Il progetto di residenza ha coinvolto 800 bambini
dei 4 Istituti Comprensivi di Monopoli che in questi mesi hanno proposto i loro sogni per poi
trasformarli in divertenti e allegorici scatti fotografici con i bambini protagonisti. Il progetto
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fotografico sarà esposto al Porto Vecchio di Monopoli per tutta la durata del festival. Anche gli 800
disegni dei bambini e delle bambine di Monopoli saranno presentati al pubblico. Nato nel 1977 e
cresciuto nella campagna della Germania meridionale, Jan von Holleben ha vissuto gran parte della
sua giovinezza in una comune alternativa. All’età di 13 anni, ha iniziato la carriera fotografica
sperimentando ogni sorta di “trucco magico” e sviluppando così la sua immaginazione. Dopo aver
proseguito gli studi sull’insegnamento ai bambini con disabilità presso la Pädagogische Hochschule di
Friburgo, si è trasferito a Londra, immergendosi nella scena fotografica londinese, dove ha lavorato
come direttore artistico e direttore della fotografia. Nel 2007 si è trasferito a Berlino. Gran parte dei
suoi lavori fotografici si concentrano sul concetto di “homo ludens” – l’uomo che impara attraverso il
gioco. Il lavoro di Jan von Holleben è stato esposto a livello internazionale. Vive e lavora a Parigi dal
2022.
L’Arte Contemporanea sarà invece rappresentata dalle opere di alcuni dei più interessanti artisti
italiani:
Pier Alfeo – “LAPSE [The time during which something continues]”
www.pieralfeo.com
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