(AGENPARL) - Roma, 19 Marzo 2024 - (AGENPARL) – mar 19 marzo 2024 *COMUNICATO STAMPA*
*UNA NUOVA SPERANZA PER LA CURA DEL NEUROBLASTOMA INFANTILE: I RISULTATI
DELLO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO ASSIEME AD HARVARD*
*I dati della ricerca sostenuta dalla Fondazione AIRC, pubblicati sulla
prestigiosa rivista “Cancer Cell”, promettono nuovi sviluppi nella lotta
contro il neuroblastoma, un tumore pediatrico ancora difficile da curare*
Il *neuroblastoma* rappresenta una sfida complessa per la pediatria
oncologica, il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo tumore si
aggira intorno al 50% per i bambini con forme ad alto rischio. Tuttavia, i
risultati di uno studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dal
Prof. *Roberto
Chiarle* del *Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la
Salute* dell’*Università di Torino*, e professore presso il *Boston
Children’s Hospital* e la *Harvard Medical School*, ha delineato una *nuova
strategia terapeutica* che potrebbe migliorare l’efficacia delle cure per
questo tipo di tumore.
I ricercatori hanno in particolare dimostrato che l’utilizzo di cellule CAR
T contro il recettore ALK, in combinazione con inibitori di ALK stesso, può
portare a risultati promettenti nella cura del neuroblastoma. Le cellule
CAR T sono cellule del paziente stesso, modificate in laboratorio in modo
che in superficie abbiano un recettore chimerico in grado di riconoscere,
in questo caso, il recettore ALK.
I risultati dello studio, sostenuto da *Fondazione AIRC* *per la ricerca
sul cancro*, sono stati pubblicati sulla rivista *Cancer Cell* (
La terapia con cellule CAR T è una *potente arma emergente contro il cancro*,
che modifica le cellule T dei pazienti in modo che possano riconoscere e
attaccare le cellule tumorali in modo più preciso e mirato. Ma le attuali
terapie a base di CAR T sono solo parzialmente efficaci contro la maggior
parte di tumori solidi, compreso il neuroblastoma, un tumore che in genere
inizia nel tessuto nervoso dei bambini e può dare origine a metastasi in
diverse aree del corpo.
Roberto Chiarle e colleghi *hanno creato in laboratorio una nuova terapia
cellulare di tipo CAR T per il neuroblastoma* e sperano di iniziare presto
a sperimentarla clinicamente nei bambini ad alto rischio. Queste CAR T
mirano specificamente al recettore ALK, il cui gene è un noto oncogene
implicato in molti altri tipi di tumore. Tuttavia, non tutti i pazienti
affetti da neuroblastoma presentano livelli sufficientemente elevati di
recettori ALK sulle cellule tumorali per attirare un forte attacco da parte
delle cellule CAR T.
Guidato dalla ricercatrice *Elisa Bergaggio*, il gruppo di Chiarle ha
provato ad *aggiungere al trattamento con cellule CAR T un farmaco
inibitore di ALK*. Si è scoperto che l’inibitore non solo silenzia la
segnalazione oncogenica da parte dei recettori ALK, ma aumenta anche il
numero di questi recettori sulla superficie cellulare, offrendo più
bersagli per le cellule CAR T nei pazienti con bassa espressione di ALK.
I risultati preclinici, pubblicati su *Cancer Cell*, hanno dimostrato
l’efficacia di questa combinazione terapeutica in animali con neuroblastoma
metastatico, con una *significativa riduzione della crescita tumorale*
e un *miglioramento
nella sopravvivenza* nei topi trattati.
A seguito di queste scoperte, il *Dana-Farber/Boston Children’s Hospital *sta
preparando la richiesta di autorizzazione alla *Food and Drug
Administration* (FDA) americana per avviare uno studio clinico su questa
terapia combinata nei bambini affetti da neuroblastoma refrattario alle
cure o da una recidiva della malattia. Tale studio clinico si svilupperà a
Boston e sarà in parte sostenuto anche dal contributo di filantropi
torinesi e piemontesi guidati da Lucio Zanon di Valgiurata.
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Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
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