(AGENPARL) – gio 08 febbraio 2024 (ACON) Trieste, 8 feb – “Chi riveste o ha rivestito ruoli in
Parlamento non pu? rilasciare dichiarazioni finalizzate a
minimizzare, giustificare o negare i fatti cruenti, sanguinosi e
atroci legati alle foibe e all’esodo delle genti di Istria, Fiume
e Dalmazia. Il pennino di chi ha scritto quelle pagine di storia
si ? intinto nel calamaio riempito dal sangue dei nostri
connazionali, mentre la morte aleggiava su cittadini innocenti
costretti a scappare precipitosamente da una fine brutale e
disumana, solo perch? italiani”.
Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio
regionale, invita “tutti ad assumersi la responsabilit? delle
parole che pronunciano e delle azioni che compiono. Ogni anno
assistiamo a un’escalation di provocazioni e distinguo da parte
di una certa sinistra in cerca di visibilit?, a scapito di chi ha
sofferto sulla propria pelle per una vita intera o ha perso i
suoi cari”.
Ancora Cabibbo: “Ho portato i miei figli in visita sia ad
Auschwitz che al Magazzino 18: le sedie di piazza degli Eroi del
Ghetto a Cracovia non sono diverse da quelle che erano
accatastate al Porto Vecchio di Trieste; non possiamo permettere
che esistano morti di serie A e di serie B e a distanza di
decenni non possiamo che condannare con fermezza ogni dittatura,
ogni totalitarismo e ogni sopruso e violenza”.
Il capogruppo forzista chiude scandendo un paio di passaggi molto
chiari: “Il fascismo ? stato condannato dalla storia, come il
comunismo, anche quello di Tito. Allo stesso tempo, ? doveroso
che questo Paese dimostri la maturit? di guardare ai fatti del
passato con oggettivit?, senza scadere in logiche da tifoserie.
Il dramma delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati per decenni
? stato ignorato o peggio taciuto, per vari motivi. Dobbiamo
portare profondo rispetto per chi ha sofferto e dimostrare la
capacit? di porci, nei confronti della storia, con capacit? di
analisi e con senso di responsabilit?. Solo cos? potremo – noi
responsabili delle istituzioni – far comprendere alle nuove
generazioni quale bene prezioso sia la libert? e quanto essa sia
fragile e mai scontata”.
ACON/COM/fa
081719 FEB 24
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