(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – dom 28 gennaio 2024 Il giorno 31 Gennaio 2024 presso Casa di Reclusione Rebibbia Roma
andrà in scena lo spettacolo teatrale “Credo ancora nelle favole”
messa in scena è il frutto del lavoro del laboratorio di teatroterapia
che coinvolge detenuti comuni afferenti alla sezione media sicurezza.
L’attività è condotta dalla Dott.ssa Irene Cantarella, ideatrice del
progetto insieme alla Dott.ssa Sandra Vitolo, entrambe psicologhe e
psicoterapeute.
Sul palcoscenico gli attori detenuti si esibiranno
eccezionalmente con figli e familiari per rappresentare emozioni
realmente vissute e frammenti di vita, cosi come raccontate nel copione
interamente autobiografico.
il lavoro teatrale è oggettivazione scenica
del percorso terapeutico compiuto sull’affettività.
In particolare, è
stato affrontato il tema della paternità reclusa e delle dinamiche
familiari connesse al reato con le sue conseguenze: da qui la scelta
significativa di coinvolgere nella rappresentazione teatrale tutti i
componenti delle famiglie dei ristretti.
Lo spettacolo, inoltre, tocca
argomenti relativi alla dimensione di coppia, cosi come vissuta dai
detenuti all’ interno del carcere e da mogli e compagne all’ esterno;
queste si sono impegnate in un percorso di rivisitazione delle modalita
relazionali utilizzate con il partner che si sono concretizzate, il più
delle volte nel passato, in atteggiamenti giustificanti legati al
coinvolgimento affettivo-emotivo.
La costruzione del copione è stata
frutto degli incontri di analisi introspettiva effettuata con i singoli
protagonisti e condivisa, successivamente, nella dimensione gruppale.
Analogo lavoro terapeutico è stato esteso ai nuclei familiari, con
incontri collettivi a cadenza mensile, che danno data luogo alla
costruzione di un gruppo attivamente coinvolto, all’ interno del quale
si sono condivise le vicende personali, intime emozioni e le incertezze
sul futuro.
II percorso laboratoriale, così realizzato, ha stimolato
la rivisitazione critica delle proprie scelte di vita e l’individuazione
di risorse interiori per adottare soluzioni funzionali al processo di
crescita personale.
II coinvolgimento delle famiglie ha raccontato come
anche queste, universo affettivo del detenuto, siano costrette loro
malgrado a scontare una condanna. II lavoro psicologico si è
concretizzato anche nella riorganizzazione di responsabilità più
adeguate ai ruoli di ciascuno, gettando le basi per un positivo ritorno
alla vita sociale.
Le vicende portate in scena narrano dell’uomo, non
gia detenuto e del suo riscoprirsi persona all’interno dell’istituzione
totale. Storie di fragilità e di solidarietà, storie di ricerca di
un’identita diversa oltre l’etichetta deviante; percorsi di affermazione
della dignità umana, per mettersi in gioco anche di fronte ad un
pubblico esterno.
II materiale autobiografico offerto dai detenuti
della Casa di Reclusione Rebibbia e dalle loro famiglie è stato raccolto
e riadattato teatralmente dalle promotrici del progetto e conduttrici
del laboratorio che hanno curato e coordinato la direzione artistica
della rappresentazione scenica.
L’evento teatrale, insieme ad attivita
di backstage, rielaborato in chiave cinematografica ed intervallato
dalle interviste ai protagonisti sul valore che l’attività di
teatroterapia riveste per ciascuno, diventeranno un docufilm diretto dal
regista Amedeo Staiano.
Il Documentario si snoderà tra la loro
quotidianità e quella delle loro famiglie nella vita esterna
all’istituto, e ha come focus principale la sensibilizzazione di un
pubblico giovanissimo.
Il progetto audiovisivo è esclusivamente a
sfondo sociale, autoprodotto e senza scopo di lucro, si sottolinea che
tutta la catena produttiva e realizzativa, unitamente alle figure
professionali interessate è strutturata su un principio gratuito
volontario solidale, vede l’appoggio morale e operativo di diverse
aziende del settore.
Parteciperà in concorso e fuori concorso a diversi
Festival Nazionali e Internazionali, possibili passaggi televisivi e
sopratutto ha come obiettivo il coinvolgimento di giovani spettatori,
quindi proiezioni in Scuole, Associazioni, Manifestazioni dedicate a
tematiche sociali, sul concetto dell’uso gratuito e non della vendita
