(AGENPARL) - Roma, 17 Novembre 2023 - (AGENPARL) – ven 17 novembre 2023 CAMBIAMENTI CLIMATICI | Ecco il legame tra gli eventi climatici
estremi e l’Acqua Alta a Venezia
Uno studio ha individuato la relazione tra i cambiamenti climatici e la gravità dei picchi di Acqua
Alta nella città lagunare, analizzando anche il contributo offerto dal MoSE nella protezione della
Serenissima
[Roma, 17 novembre 2023]
Una ricerca recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista ‘Nature Climate Atmospheric Science’
ha evidenziato il legame esistente tra i cambiamenti climatici in atto e l’aumento del numero
e della gravità dei fenomeni di Acqua Alta a Venezia, rilevando inoltre l’efficacia del sistema di
adattamento MoSE in termini di costi e benefici.
Lo studio, realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in
collaborazione con il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi (CNRS) e
l’International Centre for Theoretical Physics di Trieste (ICTP), ha analizzato quattro eventi
eccezionali di Acqua Alta che hanno interessato la città lagunare nel 1966, 2008, 2018 e 2019,
danneggiando gravemente il patrimonio culturale ed economico di Venezia e minacciando luoghi
iconici come la Basilica di San Marco.
“I risultati che abbiamo ottenuto hanno evidenziato chiaramente il legame esistente tra le modifiche
nella circolazione atmosferica e l’aumento della gravità degli eventi di Acqua Alta, sottolineando la
crescente vulnerabilità di Venezia ai cambiamenti climatici”, spiega Tommaso Alberti, ricercatore
dell’INGV e co-autore dello studio. “In particolare, abbiamo rivolto la nostra attenzione al MoSE,
l’infrastruttura progettata per proteggere la città dalle inondazioni, che si è dimostrato efficace in
termini di costi e benefici per contenere gli effetti dell’Acqua Alta e il progressivo aumento del livello
marino causato dal riscaldamento globale, che a Venezia viene accelerato anche dal fenomeno della
subsidenza”.
Capire con discreta certezza la relazione tra eventi climatici ed eventi calamitosi è fondamentale
per la tutela del patrimonio sociale, economico e culturale delle aree abitate. Tutte le politiche di
protezione del territorio devono poter contare su dati scientifici con congrue previsioni,
altrimenti si andrebbero a determinare allarmi non giustificati o (ancor peggio) mancati allarmi.
“Il nostro obiettivo a lungo termine resta quello di comprendere sempre meglio gli impatti di
aumento del livello marino a Venezia, anche in condizioni di fenomeni estremi, per valutare i
possibili scenari attesi nei prossimi anni e contribuire in modo proficuo al dibattito sullo sviluppo di
strategie sempre più efficaci di mitigazione, adattamento e resilienza che i cambiamenti climatici e
la subsidenza impongono in questa città patrimonio dell’UNESCO”, conclude Marco Anzidei,
ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio.
La ricerca costituisce un tassello importante per migliorare la comprensione delle cause e degli
effetti legati agli eventi climatici estremi nelle città costiere, fornendo una solida base per attuare
ulteriori azioni di monitoraggio e ricerca.
PressRelease/ComunicatoStampa
Ufficio Stampa / Press Office
Link allo studio: https://doi.org/10.1038/s41612-023-00513-0
segue…
Ufficio
Stampa
Press Office
www.ingv.i
INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV_press
ingv_pres
INGV_pres
INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
PressRelease/ComunicatoStampa
Figura: Rappresentazione schematica dei rischi per la laguna di Venezia. La relazione tra il livello del mare e l’area
allagata in funzione dei danni stimati (cerchi colorati). Le linee orizzontali tratteggiate e puntinate in nero indicano
livelli significativi di allagamento corrispondenti all’inondazione di Piazza San Marco (120 cm), al livello in cui sono
necessarie passerelle per attraversare la piazza (140 cm) e al livello in cui l’acqua entrerà nella Basilica di San Marco
(160 cm). La linea tratteggiata rossa indica il livello raggiunto dall’evento del 04/11/1966 noto come “Grande Alluvione
di Venezia” e studiato in questo lavoro. L’inserzione mostra la posizione delle due stazioni mareografiche utilizzate per
valutare i livelli del mare nella laguna (Punta della Salute, cerchio giallo) e all’esterno (Piattaforma, cerchio bianco). I
cerchi rosa indicano invece la posizione delle barriere MoSE alle tre bocche di ingresso (Diga Nord, Malamocco e Diga
Sud).
Ufficio
Stampa
Press Office
www.ingv.i
INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
INGV_press
ingv_pres
INGV_pres
INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Trending
- Agenzia nr. 1950 – Caso Oncologico Bari, FdI: “La sanità non è una merce, via subito il direttore generale, Decaro lo rimuova per rispetto di pazienti, medici e regione
- Comunità energetiche rinnovabili – Il 6 novembre un incontro pratico per cittadini e imprese
- IL COMUNE COMUNICA – feste patronali di Maria SS. di Buterrito a Ceglie del Campo e di San Giorgio martire a Loseto inserite nell’Inventario del patrimonio culturale immateriale della Regione Puglia
- Ai Bottini dell’Olio un incontro dedicato a Carlo Coccioli, scrittore livornese translingue
- Orientation Desk nel Salento 2-11-26 rl
- Sanità, Schifone (FdI): “dal Governo Meloni un impegno storico. Il fondo sanitario arriva a 146 miliardi, con la sinistra solo sperperi
- Costa, “Costituendo programma csx guazzabuglio all’insegna di più tasse, più assistenzialismo e invasività fisco
- Agenzia nr. 1949 – Commissione bilancio: ok al riconoscimento di debiti fuori bilancio
- Coltiva Italia: ISMEA, risorse fondamentali per ricambio generazionale e accesso alla Terra
- Osservatorio della Garante dei diritti delle persone con disabilità, al via la raccolta delle candidature
![[INGV Comunicato stampa] CS_CAMBIAMENTI CLIMATICI | Ecco il legame tra gli eventi climatici estremi e l’Acqua Alta a Venezia](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2023/11/Cambiamenti-climatici-Venezia-1024x619.jpg)