(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2023 - (AGENPARL) – ven 30 giugno 2023 Comando Provinciale Carabinieri Palermo
COMUNICATO STAMPA
COMMEMORAZIONE DEI CADUTI NEL 60° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI
CIACULLI A PALERMO
Cade oggi, 30 giugno 2023, il 60° anniversario della “strage di Ciaculli”, uno dei primi sanguinosi
eccidi perpetrati dalla mafia.
Stamattina, alla solenne cerimonia, iniziata con un tributo alla memoria e con la lettura delle
motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valor Civile a suo tempo concesse dal Presidente della
Repubblica, hanno partecipato il Prefetto di Palermo Maria Teresa Cucinotta, il Comandate Militare
dell’Esercito in Sicilia Generale di Divisione Maurizio Angelo Scardino, il Comandante della
Legione Carabinieri “Sicilia” Generale di Divisione Rosario Castello e l’Assessore Alessandro
Aricò in rappresentanza del Presidente della Regione, nonché altre autorità militari e civili, insieme
ad una rappresentanza dei familiari delle vittime e delle associazioni combattentistiche e d’Arma.
Era il 30 giugno 1963, quando un’Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo esplose provocando la
morte di 7 uomini dello Stato tra artificieri dell’Esercito, Carabinieri e Poliziotti. Nell’esplosione,
avvenuta in Contrada Ciaculli a Palermo, rimasero uccisi il Maresciallo Pasquale Nuccio e il
soldato Giorgio Ciacci dell’Esercito, il Tenente Mario Malausa, il Maresciallo Capo Calogero
Vaccaro e gli Appuntati Eugenio Altomare e Marino Fardelli dei Carabinieri, il Maresciallo della
Polizia Silvio Corrao.
A seguito di una telefonata alla Questura di Palermo che avvisava della presenza sospetta di
un’autovettura, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri, unitamente a un sottufficiale di Polizia in
forza alla Squadra Mobile della Questura, si recò a Ciaculli, rinvenendo la Giulietta abbandonata
con le portiere aperte.
Sospettando che si trattasse di un’autobomba venne chiamata una squadra di artificieri che
ispezionò l’auto e tagliò la miccia di una bombola trovata all’interno, dichiarando il cessato allarme;
tuttavia l’apertura del bagagliaio da parte del Tenente Mario Malausa, Comandante della Tenenza di
Roccella, causò l’esplosione della grande quantità di tritolo ivi contenuta, provocando la morte dei 7
uomini dello Stato.
La giornata in ricordo dei caduti nella strage di Ciaculli è proseguita presso il Complesso
monumentale dello Steri, a Piazza Marina, dove si è tenuto un convegno dal titolo “La strage di
Ciaculli del 30 giugno del 1963, una lettura sessanta anni dopo.”
Un’attenta analisi storica e al contempo un’occasione di riflessione che ha aperto i suoi lavori sulle
note della Fanfara del XII Reggimento Carabinieri Sicilia.
Il convegno, moderato dal Dott. Giovanni Pepi, è iniziato con il saluto del Dott. Massimo Midiri
Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, per poi proseguire con gli interventi del Generale
Castello, del Dott. Gioacchino Natoli già Presidente della Corte di Appello di Palermo e del Dott.
Manlio Corselli Docente dell’Ateneo.
Il Comandate della Legione Carabinieri “Sicilia” ha sottolineato come la strage si colloca
storicamente nel corso della prima guerra di mafia e di come centrale è stata la figura del Tenente
Mario Malausa, arrivato volontario a Palermo. Un periodo di grande importanza, di risveglio delle
coscienze, durante il quale le istituzioni dello Stato ed i cittadini iniziarono a porre attenzione alla
complessità del fenomeno mafioso.
È stato lo stesso Generale Castello a chiudere l’incontro con l’auspicio di lavorare sulle nuove
generazioni, ricordando con le sue parole Padre Pino Puglisi che per cambiare la mentalità mafiosa
ha speso la sua vita a fianco dei più giovani.
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