(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – mar 10 ottobre 2023 L’ Esercito italiano, Itamil, chiede ai Ministeri della Difesa e della
Funzione Pubblica di garantire il recupero totale dell’inflazione dal 2021
al 2023 per i militari con contrattualizzati. Iniziamo a rimpiangere il
Ministro Guerini. Si stava meglio quando si stava peggio?
Sono preoccupanti le notizie che i media di settore e non solo stanno
diffondendo circa la volontà del Governo di riconoscere uno stanziamento di
soli 3 miliardi di euro per il rinnovo del contratto per il triennio
2022-2024 per tutti i dipendenti statali. Se confermata, tale cifra si
tradurrebbe in aumento di solo circa cento euro al mese. Questa cifra è
totalmente insufficiente per recuperare la reale inflazione degli anni
2021, 2022 e 2023. Basta visitare qualsiasi sito che calcola l’inflazione
per rendersi conto della cruda realtà: gli stipendi hanno subito una
diminuzione del potere di acquisto che si avvicina sempre più al 20%. Si
stima che manchino 200-300 euro al mese ai militari con contratti a
termine. Rinnovare un contratto con fondi totalmente insufficienti per il
recupero dell’inflazione significa, di fatto, ridurre gli stipendi. Mentre
il Ministro dell’Interno e della Funzione Pubblica Zangrillo incontra i
sindacati di polizia per discutere sul rinnovo del contratto, il Ministro
Crosetto proroga il periodo del rinnovo delle deleghe per i sindacati fino
al 31 gennaio 2024, aumenta di 400 unità “Strade Sicure” senza risorse
adeguate, e tace sul 119, che non migliora gli organici dell’Esercito.
Iniziamo a sentire la mancanza del suo predecessore l’On. Lorenzo Guerini.
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