
(AGENPARL) – dom 01 ottobre 2023 “Salvare la riabilitazione” si va verso lo sciopero
inprimanews.it/fatti/salvare-la-riabilitazione-si-va-verso-lo-sciopero-43339.html
30 Settembre 2023
A incrociare le braccia, il 12 ottobre, gli operatori dei centri di
riabilitazione. Falabella UIL “evitare la distruzione di un settore
fondamentale per tutti”
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero
per “salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti.
Le rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare.
Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico anche di malati spesso
gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti, come cerebrolesi,
neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via. “I più fragili tra i fragili” come
vengono definiti. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti, psicologi. Un
settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza, con una
tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato tutto questo capitale sanitario, sociale,
professionale, rischia di essere distrutto. Perché? “Il quadro generale – risponde
Falabella – è quello di una riabilitazione di cui sembra non importi nulla a nessuno. Basti
pensare che solo per il residenziale sono stati tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl
Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che le spettano. Ma ora la
situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici –
quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Redazione
Salerno, lavoratori in sciopero in tutta la provincia per
“salvare la riabilitazione”
Redazione Web
30 settembre 2023
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
«salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione». Parole forti.
Le rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. «Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo». Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto. Perché?
«Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui sembra non
importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati tagliati fondi
per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che le
spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di collasso». Sono
tre i punti al centro dello sciopero. Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di
riabilitazione qualificata in RSA, ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche
associazioni, famiglie, medici – quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha
bisogno. Il passaggio in RSA significa automaticamente licenziamenti, perché serve
meno personale dato che l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%. Il secondo
punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del personale che
ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: «Hanno cambiato le regole
in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e approvato dalla ASL con
criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni centro, ora invece,
contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si adottano altri criteri mai
adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili, anche appena assunte
su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un caos disastroso sia
per lavoratori che per i pazienti». Il terzo punto riguarda gli educatori. «Solo poche
settimane fa – si legge nello stesso documento sindacale – la ASL considerava gli
educatori professionali nelle Capacità operative. Ora invece dice che gli educatori che
non sono iscritti all’albo di educatori sanitari non possono operare quali educatori».
«Questo significa – spiega Falabella – non solo decine di persone sulla strada che non
potranno più lavorare ma anche lo smantellamento del servizio, perché gli educatori sono
indispensabili ma di iscritti all’albo ce ne sono veramente pochi.
Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt».
Riabilitazione: lavoratori in sciopero in tutta la
provincia
salernotoday.it/attualita/riabilitazione-sciopero-centri-12-ottobre-2023.html
Sarà sciopero il 12 ottobre, in provincia di Salerno per “salvare la riabilitazione della
Asl Salerno e per evitare la sua distruzione”. Lo annuncia la UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella: “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. A incrociare le braccia, il 12 ottobre, gli operatori dei centri di
riabilitazione in cui vengono curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a
livello residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad
alta professionalità che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie
complesse e totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da
deficit sensoriali e così via. “I più fragili tra i fragili”, come vengono definiti. In queste
strutture operano medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di
Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora,
secondo il sindacato tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di
essere distrutto.
La nota della UIL Fpl Salerno
“Quello di una riabilitazione di cui sembra non importi nulla a nessuno.- spiega Falabella Basti pensare che solo per il residenziale sono stati tagliati fondi per 2,2 milioni e che la
Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che le spettano. Ma ora la
situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di collasso”. Sono tre i punti al centro
dello sciopero: il primo è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in
RSA, ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie,
medici – quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in
RSA significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%. Il secondo punto è un cambio di
parametri da parte della ASL nella valutazione del personale che ogni struttura deve
avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno cambiato le regole in corsa. Fino a
poche settimane fa il personale era indicato e approvato dalla ASL con criteri che hanno
determinato le capacità operative di ogni centro, ora invece, contraddicendo anche le
normative, per le verifiche annuali si adottano altri criteri mai adottati prima. Così si
dovrebbero licenziare figure indispensabili, anche appena assunte su indicazione della
Asl, e assumere personale che non serve. Un caos disastroso sia per lavoratori che per i
pazienti”. E il terzo punto riguarda gli educatori: “Solo poche settimane fa – si legge nello
stesso documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle
Capacità operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di
educatori sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega
Falabella – non solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma
anche lo smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di
iscritti all’albo ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA,
andrebbe in tilt”.
12 ottobre: lavoratori in sciopero in tutta la provincia di
Salerno per “salvare la riabilitazione”
pangeapress.it/news/32-sanita/1608-12-ottobre-lavoratori-in-sciopero-in-tutta-la-provincia-di-salerno-per-salvarela-riabilitazione
di Rosa Pia Greco
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
12 ottobre: lavoratori in sciopero in tutta la provincia di
Salerno per “salvare la riabilitazione”
salernonotizie.it/2023/09/30/12-ottobre-lavoratori-in-sciopero-in-tutta-la-provincia-di-salerno-per-salvare-lariabilitazione
30 settembre 2023
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici –
quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Lavoratori in sciopero in tutta la provincia di Salerno
per “salvare la riabilitazione”
tvmedica.it/news/lavoratori-in-sciopero-in-tutta-la-provincia-di-salerno-per-salvare-la-riabilitazione
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici –
quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
Uno sciopero per salvare gli operatori della
riabilitazione nella Asl Salerno
reportcampania.it/news/uno-sciopero-per-salvare-gli-operatori-della-riabilitazione-nella-asl-salerno
Uno sciopero per “salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua
distruzione”. Parole forti. Le rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl
Salerno Gennaro Falabella.
“Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i lavoratori ma
tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi fanno finta di
non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un muro. Non lo
vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei
centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono curati malati
con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale, semiresidenziale,
ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico
anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti,
come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via. “I più fragili
tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti,
psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza,
con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato tutto questo capitale
sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici –
quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre lo sciopero dei lavoratori in tutta la
provincia di Salerno per “Salvare il servizio di
Riabilitazione”
italia2tv.it/2023/09/30/il-12-ottobre-lo-sciopero-dei-lavoratori-in-tutta-la-provincia-di-salerno-per-salvare-il-serviziodi-riabilitazione
italia2tv
30 settembre 2023
Il 12 ottobre ci sarà lo sciopero dei lavoratori che ha come obiettivo salvare la
riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione. Molto dure le parole del
segretario generale della Uil Fpl Salerno Gennaro Falabella – “Siamo alle porte di una
possibile tragedia sociale che non riguarda solo i lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero
sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi fanno finta di non capirlo ma se non
cambiamo le cose andremo a sbattere contro un muro”. Per questo a incrociare le
braccia giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei centri di riabilitazione. Sono quei
centri in cui vengono curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello
residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta
professionalità che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie
complesse e totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da
deficit sensoriali e così via. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti,
psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza.
Ora, secondo il sindacato tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di
essere distrutto.
Continua il segretario generale – “Sono stati tagliati fondi per 2,2 milioni e l’Asl Salerno
riceverà dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che le spettano. Ma ora la situazione si
aggraverà ulteriormente fino al rischio di un vero e proprio collasso”.
Sono tre i punti dello sciopero: il primo è quello delle strutture residenziali ovvero le RSA
che a causa dei numerosi tagli, l’utente potrebbe non avere l’assistenza di cui avrebbe
bisogno nelle strutture.
Il secondo punto riguarda invece i parametri da parte dell’ ASL nella valutazione del
personale e che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “ Sono
state cambiate le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dall’ ASL con criteri che avrebbero determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, vi è una contraddizione anche sulle normative e pertanto sulle
verifiche annuali si adotterebbero altri criteri mai adottati prima. Così bisognerebbe
licenziare figure indispensabili, anche appena assunte su indicazione dell’ Asl, e
assumere altro personale che non serve.
Infine il terzo punto riguarda la figura degli educatori sanitari, secondo cui, gli educatori
non iscritti all’albo non potrebbero più operare nel settore e pertanto, decine di persone
potrebbero non lavorare e dunque ci sarà uno smantellamento totale del servizio, poichè
gli educatori sono indispensabili,ma di iscritti all’albo ce ne sono veramente pochi. Tutto il
sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt spiega Falabella .
Mariela D’Elia
Riabilitazione: lavoratori in sciopero in tutta la
provincia
salernotoday.it/attualita/riabilitazione-sciopero-centri-12-ottobre-2023.html
Sarà sciopero il 12 ottobre, in provincia di Salerno per “salvare la riabilitazione della
Asl Salerno e per evitare la sua distruzione”. Lo annuncia la UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella: “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. A incrociare le braccia, il 12 ottobre, gli operatori dei centri di
riabilitazione in cui vengono curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a
livello residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad
alta professionalità che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie
complesse e totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da
deficit sensoriali e così via. “I più fragili tra i fragili”, come vengono definiti. In queste
strutture operano medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di
Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora,
secondo il sindacato tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di
essere distrutto.
La nota della UIL Fpl Salerno
“Quello di una riabilitazione di cui sembra non importi nulla a nessuno.- spiega Falabella Basti pensare che solo per il residenziale sono stati tagliati fondi per 2,2 milioni e che la
Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che le spettano. Ma ora la
situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di collasso”. Sono tre i punti al centro
dello sciopero: il primo è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in
RSA, ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie,
medici – quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in
RSA significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%. Il secondo punto è un cambio di
parametri da parte della ASL nella valutazione del personale che ogni struttura deve
avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno cambiato le regole in corsa. Fino a
poche settimane fa il personale era indicato e approvato dalla ASL con criteri che hanno
determinato le capacità operative di ogni centro, ora invece, contraddicendo anche le
normative, per le verifiche annuali si adottano altri criteri mai adottati prima. Così si
dovrebbero licenziare figure indispensabili, anche appena assunte su indicazione della
Asl, e assumere personale che non serve. Un caos disastroso sia per lavoratori che per i
pazienti”. E il terzo punto riguarda gli educatori: “Solo poche settimane fa – si legge nello
stesso documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle
Capacità operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di
educatori sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega
Falabella – non solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma
anche lo smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di
iscritti all’albo ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA,
andrebbe in tilt”.
Salerno: Uil Fpl, 12 ottobre 2023 lavoratori in sciopero
per “salvare riabilitazione”
dentrosalerno.it/2023/09/30/salerno-uil-fpl-12-ottobre-2023-lavoratori-in-sciopero-per-salvare-riabilitazione
30 Settembre 2023
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici –
quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
«Salvare riabilitazione!»: 12 ottobre sciopero degli
operatori della sanità privata in provincia di Salerno
ilportico.it/it/salute-e-benessere-25/salvare-riabilitazione-12-ottobre-sciopero-deg-124307/article
30 settembre 2023
Salerno, sciopero, sanità, riabilitazione
Ad incrociare le braccia gli operatori dei centri di riabilitazione. Falabella (UIL): “Evitare la distruzione
di un settore fondamentale per tutti”
Inserito da (Redazione Costa d’Amalfi),
sabato 30 settembre 2023 12:39:48
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella.
“Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i lavoratori ma
tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi fanno finta di
non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un muro. Non lo
vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei
centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono curati malati
con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale, semiresidenziale,
ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico
anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti,
come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via. “I più fragili
tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti,
psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza,
con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato tutto questo capitale
sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa- si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice chegli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
Sanità, la Uil Fpl annuncia: “Sciopero per salvare la
riabilitazione”
ottopagine.it/sa/attualita/336243/sanita-la-uil-fpl-annuncia-sciopero-per-salvare-la-riabilitazione.shtml
Redazione
30 settembre 2023
Salerno.
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”.
Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei centri di
riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono curati malati con
disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale, semiresidenziale,
ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico
anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti,
come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via. “I più fragili
tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti,
psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre un’eccellenza,
con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato tutto questo capitale
sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno
di quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
Sanità privata, lavoratori in sciopero in tutta la
provincia di Salerno per “salvare la riabilitazione”
ilgiornaledisalerno.it/sanita-privata-lavoratori-in-sciopero-in-tutta-la-provincia-di-salerno-per-salvare-lariabilitazione
Settembre 30, 2023
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero
per “salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole
forti. Le rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno
Gennaro Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non
riguarda solo i lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia
di Salerno. In troppi fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo
a sbattere contro un muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia
giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art.
26. Sono quei centri in cui vengono curati malati con disabilità fornendo prestazioni
riabilitative a livello residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare.
Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico anche di malati spesso
gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti, come cerebrolesi,
neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via. “I più fragili tra i fragili”
come vengono definiti. In queste strutture operano medici, educatori, terapisti,
psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta da sempre
un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato tutto
questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di
cui sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale
sono stati tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5
milioni in meno di quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava
ulteriormente fino al rischio di collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie,
medici – quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il
passaggio in RSA significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno
personale dato che l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure
indispensabili, anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere
personale che non serve. Un caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella –
non solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti
all’albo ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA,
andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
Sciopero della sanità privata in provincia di Salerno: 12
ottobre incrociano le braccia gli operatori dei centri di
riabilitazione
ilvescovado.it/it/salute-e-benessere-25/sciopero-della-sanita-privata-in-provincia-di-sale-124305/article
30 settembre 2023
Sanità privata, riabilitazione, sciopero
Lavoratori in sciopero in tutta la provincia di Salerno per “salvare la riabilitazione”. Falabella (UIL):
“Evitare la distruzione di un settore fondamentale per tutti”
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero per
“salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”. Parole forti. Le
rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno Gennaro
Falabella. “Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i
lavoratori ma tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi
fanno finta di non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un
muro. Non lo vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli
operatori dei centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono
curati malati con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale,
semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità
che si fanno carico anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e
totalmente invalidanti, come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali
e così via. “I più fragili tra i fragili” come vengono definiti. In queste strutture operano
medici, educatori, terapisti, psicologi. Un settore in cui la provincia di Salerno rappresenta
da sempre un’eccellenza, con una tradizione di antica data. Ora, secondo il sindacato
tutto questo capitale sanitario, sociale, professionale, rischia di essere distrutto.
Perché? “Il quadro generale – risponde Falabella – è quello di una riabilitazione di cui
sembra non importi nulla a nessuno. Basti pensare che solo per il residenziale sono stati
tagliati fondi per 2,2 milioni e che la Asl Salerno riceve dalla Regione 5 milioni in meno di
quelli che le spettano. Ma ora la situazione si aggrava ulteriormente fino al rischio di
collasso”.
Sono tre i punti al centro dello sciopero.
Il primo punto è la volontà di trasformare i centri di riabilitazione qualificata in RSA,
ovvero in strutture dove secondo il sindacato – ma anche associazioni, famiglie, medici quel tipo di malati non potrebbe avere le cure di cui ha bisogno. Il passaggio in RSA
significa automaticamente licenziamenti, perché serve meno personale dato che
l’assistenza ai pazienti è inferiore di oltre il 50%.
Il secondo punto è un cambio di parametri da parte della ASL nella valutazione del
personale che ogni struttura deve avere. Si legge in una nota del sindacato: “Hanno
cambiato le regole in corsa. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e
approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni
centro, ora invece, contraddicendo anche le normative, per le verifiche annuali si
adottano altri criteri mai adottati prima. Così si dovrebbero licenziare figure indispensabili,
anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un
caos disastroso sia per lavoratori che per i pazienti”.
Il terzo punto riguarda gli educatori. “Solo poche settimane fa – si legge nello stesso
documento sindacale – la ASL considerava gli educatori professionali nelle Capacità
operative. Ora invece dice che gli educatori che non sono iscritti all’albo di educatori
sanitari non possono operare quali educatori”. “Questo significa – spiega Falabella – non
solo decine di persone sulla strada che non potranno più lavorare ma anche lo
smantellamento del servizio, perché gli educatori sono indispensabili ma di iscritti all’albo
ce ne sono veramente pochi. Tutto il sistema, anche quello delle RSA, andrebbe in tilt”.
Il 12 ottobre, quindi, sarà sciopero.
Radio Alfa
radioalfa.fm/riabilitazione-e-le-strutture-accreditate-il-ottobre-lavoratori-in-sciopero-in-tutta-la-provincia-di-salernoascolta
Antonella D’Alto
30 settembre 2023
Sarà sciopero. La decisione è stata presa, la data decisa: 12 ottobre. Uno sciopero
per “salvare la riabilitazione della Asl Salerno, per evitare la sua distruzione”.
Parole forti. Le rende ancora più esplicite il segretario generale della UIL Fpl Salerno
Gennaro Falabella.
“Siamo alle porte di una possibile tragedia sociale che non riguarda solo i lavoratori ma
tutti i cittadini e l’intero sistema sanitario della provincia di Salerno. In troppi fanno finta di
non capirlo ma se non cambiamo le cose andremo a sbattere contro un muro. Non lo
vogliamo”. Per questo a incrociare le braccia giovedì 12 ottobre saranno gli operatori dei
centri di riabilitazione cosiddetti ex art. 26. Sono quei centri in cui vengono curati malati
con disabilità fornendo prestazioni riabilitative a livello residenziale, semiresidenziale,
ambulatoriale e domiciliare. Strutture sanitarie ad alta professionalità che si fanno carico
anche di malati spesso gravissimi, con patologie complesse e totalmente invalidanti,
come cerebrolesi, neuropatici, persone affette da deficit sensoriali e così via.