(AGENPARL) - Roma, 13 Settembre 2023 - (AGENPARL) – mer 13 settembre 2023 **Scuola, la Toscana ferma gli accorpamenti. Giani e Nardini: “Producono
effetti negativi”**
/Scritto da Redazione, mercoledì 13 settembre 2023/
Nessun accorpamento, eccetto in caso di richieste dei territori. La Regione
Toscana prosegue la sua battaglia contro il taglio degli istituti
scolastici voluto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Con una
delibera approvata nell’ultima seduta di giunta su proposta dell’assessora
all’istruzione Alessandra Nardini, ha varato gli indirizzi generali sul
dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2024/2025.
Il provvedimento lascia invariato il numero degli istituti presenti sul
territorio regionale, attualmente 470, stoppando la riduzione di 15
istituti scolastici prevista dal decreto interministeriale n. 127 del
30/06/2023 del Ministro dell’Istruzione e del Merito. Resta aperta la
possibilità di accorpamento solo in caso di proposte provenienti dai
territori stessi o di scorporo dei plessi da un istituto scolastico ad un
altro.
“Restiamo contrari a scelte che penalizzano la scuola e colpiscono in
particolar modo le aree interne”, spiegano il presidente Eugenio Giani e
l’assessora Nardini parlando della decisione presa in giunta lunedì scorso
11 settembre.
La delibera rappresenta un ulteriore passaggio del percorso intrapreso
dalla Toscana per contrastare le scelte del governo ritenute
“profondamente sbagliate”. A febbraio scorso infatti risale il ricorso
alla Corte Costituzionale contro le norme sulla rete scolastica contenute
nella legge di bilancio (l’udienza è attesa per il prossimo novembre) per
violazione dei principi costituzionali che assegnano alle Regioni la
competenza sulla rete scolastica. Poi l’espressione del parere contrario
sia in Commissione istruzione della Conferenza delle Regioni sia in sede di
Conferenza Stato-Regioni.
“Con questa delibera vogliamo ribadire la nostra contrarietà sia nel
merito sia nel metodo”, aggiungono Giani e Nardini, che sottolineano:
“Il governo impone tagli e poi scarica sulle Regioni la responsabilità
di attuarli”.
“Per una Regione come la nostra che negli anni si è impegnata a
dimensionare correttamente, a realizzare i comprensivi per garantire la
continuità verticale dal punto di vista pedagogico e organizzativo, –
concludono – tagliare adesso significa produrre effetti negativi dal punto
di vista delle ricadute educative e occupazionali. Il Governo racconta che
questa scelta deriva dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma
non è così: la riorganizzazione della rete scolastica doveva e poteva
essere fatta in altro modo. Proseguiremo il confronto con i Comuni, le
Province e i sindacati e valuteremo insieme le prossime mosse”.
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