(AGENPARL) - Roma, 8 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 08 agosto 2023 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Bologna
COMUNICATO STAMPA
08/08/2023
GDF BOLOGNA: SCOPERTA MAXI FRODE IVA. FALSE FATTURE PER OLTRE 200
MILIONI DI EURO SU PRODOTTI INFORMATICI.
Nell’ambito dell’operazione denominata “CARRY ON SELL”, i finanzieri del Comando Provinciale, all’esito di
articolate indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Francesco Caleca e dalla Dott.ssa Elena Caruso della
Procura della Repubblica di Bologna, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal
Giudice per le Indagini Preliminari per l’ammontare complessivo di 32 milioni di euro relativamente a danaro
contante, disponibilità bancarie, immobili e quote societarie nelle province di Bologna, Modena, Terni e Sassari.
Il provvedimento cautelare giunge al termine di complesse attività investigative condotte dal Nucleo di Polizia
Economico-Finanziaria di Bologna e iniziate nel 2020 che traggono origine da verifiche fiscali eseguite nei
confronti di quattro aziende bolognesi operanti nel settore della commercializzazione all’ingrosso di prodotti
informatici.
Le investigazioni, sviluppate attraverso accessi aziendali e domiciliari, rilevamenti e acquisizione di
documentazione fiscale e informatica, hanno fatto luce su una frode “carosello” il cui schema criminoso, tra il
2016 e il 2019, avrebbe consentito un’evasione dell’IVA di 44 milioni di euro, sfruttando la normativa UE sulle
transazioni intracomunitarie, “non imponibili” ai fini IVA.
Il sistema di frode, ideato e attuato da un quarantacinquenne di origine ternane, stabilmente residente a Bologna,
ha visto il coinvolgimento di 46 imprese, perlopiù evasori totali, dislocate in Emilia Romagna e nel resto del
Nord Italia.
L’ideatore della frode aveva posto a capo di diverse aziende suoi prestanome con il compito di acquistare da una
società polacca prodotti informatici senza l’applicazione dell’IVA. La merce veniva poi ceduta, solo
“cartolarmente” e sottocosto, a ulteriori società create appositamente per interporre passaggi e soggetti
economici nella catena di vendita così da rendere più complessa l’identificazione dello schema illecito e dei
responsabili. Il meccanismo fraudolento ha consentito la totale evasione delle imposte da parte imprese
coinvolte, le quali, oltre a non versare l’IVA e a non presentare alcuna dichiarazione fiscale, venivano fatte
cessare dopo pochi mesi di “attività” per essere prontamente sostituite. I prodotti informatici, ceduti a prezzi
molto competitivi alle società bolognesi, erano così commercializzati on line generando rilevanti profitti e
indebiti vantaggi fiscali sia in termini di risparmio d’imposta che di ingenti crediti IVA.
Gli esiti delle indagini hanno permesso di denunciare 63 soggetti responsabili, a vario titolo dei delitti fiscali di
omesso versamento dell’IVA, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa presentazione
delle dichiarazioni fiscali, reati in parte commessi nel territorio bolognese e in parte in altre Regioni italiane.
Per la sola provincia felsinea è stato ricostruito un giro di false fatture il cui utilizzo in dichiarazione, per 210
milioni di euro, ha condotto la locale Procura della Repubblica a notificare 10 avvisi di conclusione delle
indagini all’artefice della frode e ai legali rappresentanti delle aziende operanti nel bolognese, contestando reati
di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per i quali sono previste pene fino a 8 anni di
reclusione.
L’azione condotta testimonia, ancora una volta, l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi
all’IVA e più in generale all’evasione fiscale che costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico perché
distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza
l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli. Da qui l’importanza dell’azione
“chirurgica” svolta dalla Guardia di Finanza contro gli evasori totali e i frodatori.
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