(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2022 - (AGENPARL) – lun 04 aprile 2022 GIUSTIZIA: CIAMBELLINI (CSM, UNICOST) CON SEPARAZIONE CARRIERE, NON PIU’ SENTENZE MA VERDETTI
LE DICHIARAZIONI AL CONVEGNO UNICOST DI NAPOLI
Roma, 4 apr. – “L’affermazione della separazione delle carriere porterebbe con sé tutta una serie di conseguenze di sistema”. “Le sentenze non sarebbero più sentenze ma verdetti”. “La domanda che si deve fare il cittadino è: a cosa serve? I tempi dei processi si accorcerebbero? La pena sarebbe effettiva?” Cosa cambierebbe per “i piccoli fatti che restano impuniti? Le pene basse? La presunzione di innocenza? Effettivamente tale soluzione non darebbe alcuna risposta a queste domande”.
Lo ha detto il consigliere del CSM Michele Ciambellini al convegno nazionale di UNICOST “Nomofilachia e indipendenza delle procure alla prova dei tempi”, dedicato alla memoria dell’ex giudice e presidente della Corte costituzionale Alessandro Criscuolo, tenutosi e presso la Biblioteca “Alfredo De Marsico” di Castel Capuano di Napoli.
Ha proseguito Ciambellini: “I pubblici ministeri separati dai giudici continuerebbero a fare indagini sui politici. Il timore di portare il p.m. sotto l’esecutivo non dovrebbe essere solo dei magistrati ma anche dei cittadini. Anche la soppressione dell’obbligatorietà dell’azione penale reca con sé il rischio di non garantire giustizia al semplice cittadino che presenta una denuncia: adesso qualcuno quella carta deve leggerla”.
Al convegno, ha partecipato anche il professore ed ex presidente del Csm Giovanni Verde, che ha argomentato: “Per separare le carriere è comunque necessaria la modifica costituzionale.
Tuttavia la separazione delle carriere, che non era stata prevista dai costituenti, presenterebbe più difetti che pregi”.
Simona di Monte, Procuratore Aggiunto Napoli, ha notato: “Una separazione netta delle carriere non necessariamente porterebbe a far parlare il processo piuttosto che il procedimento, la sentenza piuttosto che l’ordinanza cautelare. Per raggiungere questi obiettivi, la soluzione è un’altra. Occorre recidere i rapporti tra Procura della Repubblica e stampa. L’accesso della stampa ex art. 116 c.p.p. al provvedimento fa sì che venga data una certa lettura dei provvedimenti. Una regolamentazione dell’accesso alla conoscenza dei provvedimenti giudiziari da parte dei giornalisti potrebbe eliminare il vulnus”. In merito ai costi delle intercettazioni del Tribunale di Napoli, di Monte ha proseguito: “E’ perché in Italia viene intercettata anche la vittima”, a sua tutela, perché a Sud “manca il rapporto di fiducia fra istituzioni e cittadini”. “La collaborazione con la giustizia costa ma è ineliminabile”.
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