(AGENPARL) - Roma, 18 Novembre 2022 - (AGENPARL) – ven 18 novembre 2022 Professore Associato
presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato
Oncologia
dell’Università degli
Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica
per validare i risultati nell’ambito del progetto
CRC, appena pubblicati sulle pagine dell’autorevole testata scientifica
Molecular Cell
nello sviluppo d
i farmacoresistenza delle cellule tumorali: la
Polimerasi Theta
.”
Si tratta di
enzima in grado di riparare il DNA danneggiato
diventato celebre in tempi recenti per il suo ruolo
nei virus, da HIV a Covid 19. Tuttavia, il suo coinvolgimento nello svil
uppo delle neoplasie non era
Nei nostri laboratori
spiegano
Anjali Ma
nn, Miguel Ramirez e Anna De Antoni
, autori
dell’articolo
abbiamo cercato di indagare il meccanismo tramite cui la Polimerasi Theta conferisce
IFOM
Università Statale di Milano
Head of Scientific Communication and Events Office
Ufficio Stampa
Elena Bauer
Anna Cavagna
Glenda
protezione alle cellule tumorali
dagli effetti delle terapie.
Ci siamo in particolare concentrati su
cellule
tumorali in coltura in cui il gene BRCA2 era alterato
. Questo gene, quando non è mutato,
corregge i danni che si generano nel DNA. La mutazione di
questo gene è presente in più di 70% dei
casi di tumori umani
. Di questi il cancro del seno è il più noto, ma
BRCA2 si trova anche in quelli
all’ovaio, alla prostata, al polmone e al colon in percentuale minore
.” In assenza di BRCA2, o quando
vengono somministrate terapie, nel DNA danneggiato si formano delle lacune, ossia delle aree in
cui manca uno dei due fila
menti che lo compongono, per la mancata duplicazione del DNA stesso.
Questo è un segno del fatto che la cellula tumorale è sensibile alla terapia. Complice del successo
della terapia è l’enzima MRE11, che digerisce il DNA lacunoso e fa così morire la cellu
la tumorale.
Quello che è emerso sorprendentemente in diretta durante l’osservazione al microscopio
dicono
i ricercatori
una vera e propria lotta tra MRE11 e Polimerasi Theta: mentre il primo provoca
tagli letali al DNA della cellula tumorale, la Po
limerasi Theta li ripara
, chiudendo le discontinuità
che si creano nel DNA durante la sua replicazione e prevenendone la degradazione
.” “
In sostanza
commenta Costanzo
la Polimerasi Theta agisce un po’ come un filler anti
rughe, cicatrizzando i
solchi e
rivestendo il DNA della cellula tumorale con una barriera protettiva contro le terapie
I ricercatori di IFOM hanno quindi osservato il meccanismo d’azione di una
terapia a bersaglio
molecolare attualmente in sperimentazione clinica
Tale terapia
è stata
inizialmente pensata
come coadiuvante della radioterapia
, con l’obiettivo di curare le eventuali recidive riparando i
danni provocati dall’azione
filler di Polimerasi Theta. “
Si tratta di una terapia
precisa Costanzo
distrugge in modo selettivo le
cellule con difetti in BRCA2 o resistenti ad alcuni tipi di terapia
tramite il processo detto di letalità sintetica
. Quest’ultimo sfrutta l’inattivazione simultanea di due
fattori che quando sono compromessi individualmente non hanno impatto sulla vitalit
à cellulare,
risparmiando così le cellule non tumorali in cui il difetto genetico di BRCA2 è assente. Quello che è
emerso dalle nostre ricerche
prosegue Costanzo
è che questa strategia terapeutica attualmente
in corso di sperimentazione presenta un
enziale attualmente inesplorato. Essa può infatti non
solo bloccare l’azione della Polimerasi Theta, ma addirittura evitare che essa abbia luogo,
prevenendo del tutto l’insorgenza della recidiva. Potrebbe dunque essere un’alternativa alla
radioterapia e al
la chemioterapia
. Se i risultati fossero confermati, ciò sarebbe un grande vantaggio
per i pazienti perché, contrariamente alla radioterapia e alla chemioterapia, questa terapia agisce
solo sulla resistenza intrinseca alle cellule tumorali, risparmiando to
ssicità alle cellule sane
dell’organismo dei pazienti
.”
Il prossimo passo del gruppo diretto da Vincenzo Costanzo sarà di
valutare in laboratorio il farmaco
direttamente in tumori umani per comprendere a quali pazienti e a quali tipi di tumore si applichi
più efficacemente
e quando l’inibitore di Polimerasi Theta debba essere somministrato per
ottenere la massima resa.
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